Discernimento relazionale tra spiritualità islamica e psicologia contemporanea

Abstract: Un’analisi teorica interdisciplinare delle connessioni affettive profonde attraverso il dialogo tra tradizione spirituale islamica e psicologia contemporanea. Nella prima parte viene esaminato il tema del riconoscimento tra anime, ispirato a un noto hadith riportato da al-Bukhārī e Muslim ibn al-Ḥajjāj, mettendolo in relazione con le teorie dell’attaccamento e con le neuroscienze relazionali. Nella seconda parte viene approfondito il concetto di furqān (discernimento) quale criterio etico-spirituale per distinguere tra connessioni autentiche caratterizzate da sakīnah (pace interiore) e dinamiche di dipendenza emotiva riconducibili al taʿalluq disfunzionale. L’analisi sostiene che la qualità di una relazione non possa essere valutata esclusivamente sulla base dell’intensità emotiva iniziale, ma richieda tempo, osservazione e consapevolezza metacognitiva degli stati interiori. Ne emerge un modello interpretativo integrato in cui spiritualità e scienze sociali convergono nella comprensione della maturità relazionale.
Keywords: #Furqan #Taalluq #Sakina #Attaccamento #RiconoscimentoTraAnime #PsicologiaRelazionale #SpiritualitàIslamica #Discernimento #RelazioniUmane #ElhemBeddouda #ethicasocietas #ethicasocietasrivista #rivistascientifica #scienzeumane #scienzesociali #ethicasocietasupli
Elhem Beddouda, educatrice professionale laureata in Scienze dell’educazione e dei processi formativi dell’università di Parma con una tesi dal titolo “Islam e funzione educativa. Prospettiva in tema di assistenza religiosa in carcere” , attualmente sono iscritta al corso di laurea “Global Studies For Sustainable Local and International Development and Cooperation” della stessa università.
La questione delle connessioni profonde tra individui attraversa da secoli sia la riflessione religiosa sia l’indagine psicologica contemporanea. Nella tradizione islamica un hadith ampiamente citato afferma:
“Le anime sono come soldati arruolati: quelle che si riconoscono si avvicinano, e quelle che non si riconoscono si allontanano.”
[Al-Bukhārī, Ṣaḥīḥ al-Bukhārī, Kitāb al-Anbiyāʾ; Muslim ibn al-Ḥajjāj, Ṣaḥīḥ Muslim.]
Questo enunciato ha generato nel corso dei secoli interpretazioni teologiche e spirituali che vedono negli incontri umani significativi una dimensione non puramente casuale. Parallelamente, la psicologia relazionale e le neuroscienze hanno indagato i meccanismi di attrazione, compatibilità e attaccamento, offrendo spiegazioni empiriche del fenomeno della sintonia immediata tra individui.
Il presente contributo si sviluppa lungo due direttrici complementari. In primo luogo, viene analizzato il tema del riconoscimento tra anime, mettendo in dialogo la visione spirituale islamica con le principali teorie delle scienze sociali. In secondo luogo, viene approfondito il concetto di furqān, inteso come criterio di discernimento relazionale capace di distinguere tra connessione autentica e dipendenza emotiva attraverso la categoria del taʿalluq.
Anime che si riconoscono: prospettiva spirituale e psicologica
Nella tradizione islamica le anime (arwāḥ) sono concepite come realtà create prima dei corpi, dotate di una predisposizione originaria – la fitrah – orientata al riconoscimento del bene e della verità. Il Qur’an richiama simbolicamente questa dimensione originaria nel cosiddetto patto primordiale tra Dio e l’umanità:
“E quando il tuo Signore trasse dai figli di Adamo, dai loro lombi, la loro discendenza e li fece testimoniare contro se stessi: ‘Non sono forse Io il vostro Signore?’ Essi dissero: ‘Sì, lo testimoniamo.”
[Qur’an 7:172]
L’incontro tra individui che sperimentano una sintonia immediata può essere interpretato, in questa prospettiva, come eco di una relazione preesistente nella dimensione invisibile, inscritta nel qadar, il decreto divino.
Tale visione non implica tuttavia una forma di fatalismo. Se l’incontro può essere inscritto nel disegno divino, la qualità morale della relazione dipende dalle scelte, dalle intenzioni e dalla responsabilità etica degli individui. Non ogni attrazione può essere interpretata come segno di rettitudine: solo quelle connessioni che favoriscono crescita interiore, equilibrio emotivo e avvicinamento al bene possono essere considerate autentiche.
Il Qur’an ricorda infatti che l’essere umano non sempre possiede una percezione immediata del bene e del male:
“Forse detestate qualcosa che invece è un bene per voi, e forse amate qualcosa che invece è un male per voi. Dio sa mentre voi non sapete.”
[Qur’an 2:216]
Dal punto di vista delle scienze sociali, la sintonia immediata può essere interpretata attraverso diversi modelli teorici. Il principio di omofilia suggerisce che individui con valori, esperienze e tratti di personalità simili tendano a percepirsi come reciprocamente compatibili. La teoria dell’attaccamento, sviluppata da John Bowlby e successivamente approfondita da Mary Ainsworth, mostra come gli esseri umani riconoscano inconsciamente schemi relazionali familiari capaci di attivare sensazioni di sicurezza oppure di allarme.
Le neuroscienze relazionali hanno inoltre evidenziato il ruolo della risonanza emotiva e della sincronizzazione neurobiologica. Elementi quali il tono della voce, la postura corporea, la mimica facciale e i ritmi fisiologici possono generare fenomeni di sintonizzazione affettiva, rafforzando la percezione soggettiva di riconoscimento reciproco.
Ciò che la spiritualità interpreta come eco di una familiarità originaria tra anime, la scienza descrive dunque come convergenza di predisposizioni psicologiche, schemi relazionali e dinamiche neurobiologiche.
In entrambe le prospettive emerge tuttavia un elemento comune: l’attrazione iniziale non coincide necessariamente con la stabilità relazionale. L’incontro può essere spontaneo, ma la relazione duratura è sempre il risultato di una costruzione progressiva.
Furqān: il discernimento come criterio relazionale
Il termine furqān, derivante dalla radice araba F-R-Q (“separare”, “distinguere”), indica la capacità di discernere tra vero e falso, beneficio e danno, rettitudine e deviazione. Nel Qur’an il testo sacro stesso è definito al-Furqān, cioè “il criterio di distinzione” [Qur’an 25:1].
Nel versetto 8:29 si afferma che la taqwā, cioè la consapevolezza etica e spirituale, conduce a ricevere un criterio interiore di discernimento:
“O voi che credete, se temete Dio Egli vi concederà un furqān.” [Qur’an 8:29]
Applicato alla sfera relazionale, il furqān diventa dunque la capacità di interrogare la qualità del legame oltre l’euforia iniziale.
L’intensità emotiva non coincide necessariamente con la profondità della relazione. Una connessione autentica si riconosce non soltanto per la forza dell’emozione, ma per gli effetti che produce nel tempo: stabilità interiore, crescita etica, ampliamento della coscienza di sé.
Taʿalluq e attaccamento: quando il cuore si lega
Nel lessico spirituale islamico il termine taʿalluq indica l’attaccamento del cuore. L’essere umano è strutturalmente relazionale e il legame affettivo non rappresenta un errore antropologico, ma una dimensione costitutiva dell’esperienza umana.
Tuttavia, l’attaccamento può assumere configurazioni differenti.
Quando il cuore resta radicato in Dio come fonte ultima di sicurezza e significato, il legame umano si configura come dono e segno. In questa forma equilibrata la relazione genera sakīnah, una pace interiore profonda che stabilizza l’emozione senza annullarla. Il Qur’an afferma:
“E tra i Suoi segni vi è che ha creato per voi compagni tra voi stessi affinché troviate tranquillità (sakīnah) in loro.” [Qur’an 30:21]
L’altro è scelto, ma non assolutizzato, la distanza genera mancanza ma non disintegrazione, il silenzio non diventa minaccia esistenziale. Questa dinamica corrisponde a ciò che la psicologia contemporanea definisce attaccamento sicuro: intimità senza perdita di autonomia, vicinanza senza dissoluzione dell’identità personale.
Diversamente, il taʿalluq ansioso emerge quando l’altro diventa la principale fonte di regolazione emotiva. Il cuore si aggrappa, la paura della perdita supera la fiducia e l’incertezza attiva uno stato di ipervigilanza emotiva. In termini psicologici, questa configurazione corrisponde all’attaccamento ansioso, caratterizzato da bisogno costante di rassicurazione e oscillazioni emotive intense.
Una terza configurazione è rappresentata dalla modalità evitante, nella quale la vulnerabilità viene percepita come rischio e la distanza emotiva diventa una strategia difensiva. In questo caso il controllo protegge dall’instabilità ma impedisce anche la profondità della relazione.
Turbolenza iniziale, tempo e rivelazione
L’inizio di una relazione è spesso caratterizzato da un’intensa attivazione neurobiologica. Neurotrasmettitori come dopamina, ossitocina e cortisolo contribuiscono a generare uno stato simultaneo di euforia, attrazione e incertezza.
In questa fase il cervello non distingue immediatamente tra eccitazione sana e riattivazione di ferite emotive pregresse. Per questo motivo il discernimento relazionale non può essere immediato.
Il tempo diventa il principale rivelatore della qualità del legame. La sakīnah tende a consolidarsi progressivamente, generando centratura e stabilità. La dipendenza emotiva, al contrario, tende ad intensificarsi nel tempo, alimentando ansia e bisogno di controllo.
Silenzio e distanza funzionano come amplificatori della verità del legame: dove esiste una connessione autentica permane stabilità; dove domina la dipendenza emergono ossessione e disintegrazione emotiva.
Furqān come metacognizione etico-spirituale
Il furqān può essere interpretato come una forma di metacognizione spirituale: la capacità di osservare i propri stati interiori senza esserne dominati.
La domanda centrale diventa allora: questa relazione mi rende più stabile o più fragile? Mi avvicina alla mia integrità o mi costringe a ridurmi per essere accettato?
Una relazione matura afferma implicitamente: “Scelgo te, ma mantengo la mia integrità.” La dipendenza afferma invece:“Ho bisogno di te per esistere.”
Conclusione
Il dialogo tra spiritualità islamica e psicologia contemporanea mostra che le connessioni profonde non possono essere valutate esclusivamente sulla base dell’intensità emotiva iniziale.
La maturità relazionale richiede tempo, discernimento e consapevolezza interiore. Il concetto di furqān emerge come criterio integrativo capace di distinguere tra sakīnah e agitazione, tra amore che espande e legame che restringe.
In questa prospettiva l’amore non viene negato, ma purificato e orientato: il cuore può legarsi senza trasformare il relativo in assoluto. La vera pace non elimina la passione; la guida.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Ainsworth, M. D. S., Blehar, M. C., Waters, E., & Wall, S. (1978). Patterns of attachment: A psychological study of the strange situation. Lawrence Erlbaum.
Bowlby, J. (1969). Attachment and loss: Vol. 1. Attachment. Basic Books.
Chittick, W. C. (1989). The Sufi path of knowledge: Ibn al-‘Arabi’s metaphysics of imagination. SUNY Press.
Mikulincer, M., & Shaver, P. R. (2007). Attachment in adulthood: Structure, dynamics, and change. Guilford Press.
Porges, S. W. (2011). The polyvagal theory: Neurophysiological foundations of emotions, attachment, communication, and self-regulation. Norton.
The Qur’an. (2004). (M. A. S. Abdel Haleem, Trans.). Oxford University Press.
Al-Bukhārī, M. ibn Ismāʿīl. (2002). Ṣaḥīḥ al-Bukhārī. Darussalam.
Muslim ibn al-Ḥajjāj. (2007). Ṣaḥīḥ Muslim. Darussalam.

ULTIMI ARTICOLI DELLA STESSA AUTRICE
LA SPETTACOLARIZZAZIONE DEL DOLORE NELLA MEDIAPOLIS CONTEMPORANEA
DONNE, FEDE E MILITANZA NELLA JIHAD CONTEMPORANEA
IL CORPO FEMMINILE COME DISPOSITIVO DI VERITÀ
LA REMIGRAZIONE DELL’IGNORANZA
ARRUOLARSI PER APPARTENERE, MORIRE PER NON SENTIRE
ULTIMI 5 ARTICOLI PUBBLICATI
LE NOVITÀ DEL NUOVO DECRETO-LEGGE SICUREZZA
DUE MORTI IN POCHE SETTIMANE ALL’EX ILVA DI TARANTO
IL SILENZIO DIETRO LA DIVISA: UN ALTRO SUICIDIO NELLA POLIZIA LOCALE
Ethica Societas è una testata giornalistica gratuita e non profit edita da una cooperativa sociale onlus
Copyright Ethica Societas, Human&Social Science Review © 2026 by Ethica Societas UPLI onlus.
ISSN 2785-602X. Licensed under CC BY-NC 4.0


