L’XI Congresso nazionale della Federazione dei Giovani Socialisti, svoltosi a Roma dal 30 ottobre al 1° novembre 2026, ha rilanciato il confronto sul socialismo liberale e sull’autonomia politica delle nuove generazioni attraverso la mozione «CONtroSINISTRA», un manifesto programmatico che rivendica il riformismo come metodo di trasformazione della società.

Abstract: L’XI Congresso nazionale della Federazione dei Giovani Socialisti (FGS), svoltosi a Roma dal 30 ottobre al 1° novembre 2026, ha rappresentato un momento di confronto sull’identità del socialismo liberale, sull’autonomia politica delle organizzazioni giovanili e sulle prospettive del riformismo italiano. Al centro dei lavori è stata posta la mozione «CONtroSINISTRA – Manifesto per la sinistra riformista del XXI secolo», articolata in 88 punti e presentata a sostegno della candidatura di Niccolò Musmeci, riconfermato segretario nazionale all’unanimità. Il documento propone una concezione del socialismo fondata sulla cultura del governo, sulla libertà individuale e sull’uguaglianza sostanziale, affrontando questioni relative al lavoro, all’autonomia economica delle nuove generazioni, ai diritti civili e all’integrazione europea. Il contributo analizza il significato politico del congresso, il rapporto tra tradizione socialista e innovazione programmatica e il ruolo delle nuove generazioni nella costruzione di una rappresentanza democratica capace di tradurre i principi in riforme concrete.
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Il congresso di Roma
Dal 30 ottobre al 1° novembre 2026, Roma ha ospitato l’XI Congresso nazionale della Federazione dei Giovani Socialisti, tre giornate di confronto politico e programmatico che hanno riunito militanti, dirigenti e rappresentanti di differenti organizzazioni politiche e associative, con l’obiettivo di discutere il ruolo del socialismo italiano in una fase caratterizzata da profonde trasformazioni economiche, sociali e internazionali.
I lavori, svolti sotto la guida del segretario nazionale Niccolò Musmeci e con Francesco Cecconi alla presidenza dell’Assemblea congressuale, hanno affrontato questioni che superano la dimensione organizzativa della giovanile, interrogandosi sulla capacità della tradizione socialista di affrontare le nuove sfide della società ed elaborare una proposta politica riconoscibile.
La giornata inaugurale è stata segnata dalla partecipazione di Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, tra i momenti di maggiore rilievo istituzionale dell’XI Congresso nazionale della Federazione dei Giovani Socialisti, che ha conferito all’appuntamento una significativa dimensione europea, sottolineando l’importanza del dialogo tra le istituzioni dell’Unione e le nuove generazioni impegnate nella vita democratica. Il profilo internazionale del congresso è stato ulteriormente rafforzato dai saluti di João Martins Pereira, presidente degli Young European Socialists (YES), e di Jessali Zarazua, segretaria generale dell’International Union of Socialist Youth (IUSY), a testimonianza del radicamento della Federazione nel movimento socialista giovanile europeo e internazionale.
Ai saluti istituzionali hanno inoltre contribuito Antonino Gasparo, presidente della UILS, e Andrea Silvestrini, segretario della Federazione romana del PSI, mentre gli interventi di Maria Pisani, vicepresidente dell’Association of Women of Southern Europe, e dello scrittore Massimiliano Coccia, che ha ricordato la figura di Eugenio Colorni, hanno arricchito il confronto sul piano culturale e politico. Particolare attenzione è stata infine dedicata al mondo del lavoro, con un dibattito che ha coinvolto Paolo Fantappiè, segretario generale della UIL Toscana, e Tomaso Greco, esponente di Spazio Pubblico – Adesso!, moderato da Martina Tremolanti.
Il confronto è proseguito con gli interventi di rappresentanti di differenti organizzazioni politiche e associative, tra i quali Davide Vecchi di ORA! Lazio, Michele Vitiello di Forza Italia Giovani, Valerio D’Angeli di Azione, Marco Spina dei Giovani Repubblicani e il sindacalista e politico Aboubakar Soumahoro, ai quali si sono aggiunti i saluti di Luca Di Egidio di Italia Viva, di Anna Gallucci e della FIAP – Federazione Italiana Associazioni Partigiane, a testimonianza della volontà della Federazione di promuovere un confronto aperto e pluralista, capace di coinvolgere differenti sensibilità politiche, culturali e associative anche oltre i tradizionali confini del socialismo italiano.
Il manifesto CONtroSINISTRA
L’elemento politicamente più significativo del congresso è stato rappresentato dalla mozione «CONtroSINISTRA – Manifesto per la sinistra riformista del XXI secolo», un documento articolato in 88 punti programmatici, accompagnati da una più ampia elaborazione teorica e politica.
Il titolo, volutamente provocatorio, esprime la volontà di sviluppare una critica interna alla cultura politica della sinistra contemporanea, contestandone quelle interpretazioni considerate eccessivamente ideologiche e incapaci di tradurre le aspirazioni al cambiamento in proposte concretamente realizzabili.
Il documento rivendica esplicitamente l’eredità del socialismo liberale, richiamando Filippo Turati e Carlo Rosselli e recuperando una tradizione nella quale libertà individuale, giustizia sociale e responsabilità di governo non vengono considerate dimensioni contrapposte.
La mozione individua nel riformismo un metodo di azione politica fondato sulla conoscenza dei problemi, sulla sostenibilità delle proposte e sulla ricerca delle condizioni necessarie alla loro attuazione, contrapponendo alla semplice proclamazione degli obiettivi la responsabilità di individuare strumenti, risorse e maggioranze capaci di realizzarli.
In questa prospettiva, il rapporto con il potere politico assume un significato centrale, poiché l’esercizio delle responsabilità di governo viene interpretato come uno strumento indispensabile per trasformare la società, senza attribuire alla permanenza nell’opposizione un valore politico autonomo.
L’autonomia socialista
La riflessione sull’autonomia politica ha attraversato una parte significativa del dibattito congressuale, soprattutto in relazione alle prospettive del centrosinistra e alla possibilità di costruire un’area riformista capace di mantenere una propria identità.
I Giovani Socialisti hanno rivendicato la necessità di partecipare al confronto politico senza subordinare le proprie posizioni alle convenienze delle coalizioni, distinguendo l’appartenenza a un’area politica dalla rinuncia alla libertà di critica.
Il tema è stato approfondito anche nel confronto dedicato al futuro del cosiddetto campo largo, che ha visto protagonisti Niccolò Musmeci e Bobo Craxi, esponente della segreteria nazionale del PSI, con la moderazione di Vittorio Spagni, vicedirettore de Il Progressista.
Ne deriva una concezione del riformismo che non coincide necessariamente con la moderazione degli obiettivi, ma con la ricerca di strumenti efficaci per perseguirli, attraverso il confronto parlamentare, la mediazione politica e la responsabilità delle decisioni.
Le proposte per il Paese
La mozione ha affrontato numerosi ambiti delle politiche pubbliche, proponendo un programma che collega la crescita economica alla redistribuzione della ricchezza e la tutela dei diritti sociali alla capacità di modernizzare il sistema produttivo.
Tra le proposte figurano l’introduzione di un salario minimo, il contrasto al lavoro povero, la partecipazione dei lavoratori alle decisioni delle imprese e una maggiore attenzione al rapporto tra retribuzioni e costo dell’abitazione, considerando la difficoltà di accesso alla casa uno degli ostacoli principali all’autonomia delle nuove generazioni.
Il documento propone inoltre un trattamento fiscale agevolato per i primi cinque anni di lavoro dei giovani, il rafforzamento delle politiche abitative, l’estensione delle opportunità formative e una maggiore attenzione alle condizioni di chi non studia e non lavora.
Particolare rilievo assumono anche i temi della parità salariale, dei congedi genitoriali, dell’accesso ai servizi per l’infanzia e della prevenzione della violenza digitale, inseriti in una concezione dei diritti civili e sociali che collega la libertà personale alle condizioni materiali necessarie per esercitarla.
Sul piano economico, la mozione sostiene la necessità di favorire l’innovazione, la concorrenza e lo sviluppo delle imprese, mentre in materia energetica propone una strategia fondata sull’integrazione tra fonti rinnovabili e nucleare di nuova generazione, argomento approfondito anche negli interventi di Stefano Amoroso, coordinatore per la transizione energetica del PSI, e dell’ingegnere Leonardo Canestrari, esponente del progetto divulgativo L’Avvocato dell’Atomo.
Europa e politica internazionale
Una parte significativa dei lavori è stata dedicata alla dimensione europea e internazionale, attraverso un confronto che ha coinvolto l’europarlamentare del Partito Democratico Brando Benifei, il presidente di +Europa Matteo Hallissey, la segretaria nazionale della Gioventù Federalista Europea Amanda Ribichini e la tesoriera di Radicali Italiani Patrizia De Grazia, con la moderazione di Yauhenyia Cherta, responsabile esteri FGS.
La mozione propone il rafforzamento dell’integrazione europea in senso federale, con una politica estera e di difesa comune e il superamento del principio dell’unanimità in alcune decisioni strategiche, riconoscendo nella costruzione di istituzioni europee più efficaci una condizione necessaria per affrontare la competizione internazionale.
Sul conflitto russo-ucraino, il documento esprime sostegno all’Ucraina e alla prospettiva di una pace fondata sul rispetto della sua sovranità, mentre per il Medio Oriente sostiene una soluzione basata sul principio dei due Stati, accompagnata da una posizione particolarmente critica nei confronti del ruolo regionale dell’Iran.
Il confronto congressuale ha inoltre dedicato attenzione all’antisemitismo, ai diritti delle minoranze e alla tutela delle libertà individuali, attraverso gli interventi di Ariel Heller, presidente di Keshet Europe, Ioel Arturo Roccas, vicepresidente dell’European Union of Jewish Students, Shulamit Bondì, vicepresidente dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia.
La presenza di interlocutori appartenenti a differenti organizzazioni politiche, sindacali e associative ha contribuito a sviluppare un confronto nel quale identità ideologica e dialogo democratico non sono stati interpretati come elementi necessariamente contrapposti.
Il ricambio generazionale
Il congresso ha posto al centro anche il significato della partecipazione politica giovanile, superando l’idea che le nuove generazioni debbano essere considerate esclusivamente come destinatarie delle decisioni pubbliche o come una futura classe dirigente ancora in attesa di assumere responsabilità.
La mozione affronta esplicitamente il problema degli squilibri generazionali nella distribuzione delle opportunità e delle responsabilità politiche, denunciando la difficoltà dei giovani di accedere all’autonomia economica e di incidere sulle scelte che riguardano il loro futuro.
Le organizzazioni giovanili rappresentano uno degli strumenti attraverso i quali si sviluppano competenze politiche, capacità organizzative e forme di partecipazione democratica, ma la loro funzione non può esaurirsi nella formazione dei militanti o nella riproduzione delle strutture dei partiti di riferimento.
Da questo punto di vista, il congresso di Roma ha rappresentato anche un confronto sulla necessità di riconoscere alle nuove generazioni un ruolo politico autonomo, attraverso la costruzione di una solidarietà generazionale capace di tradursi in rappresentanza e capacità decisionale.
La nuova dirigenza
Sul piano organizzativo, il congresso ha riconfermato Niccolò Musmeci Segretario nazionale con voto unanime, rinnovando la fiducia al dirigente fiorentino già eletto alla guida della Federazione nel congresso del 2023.
L’Assemblea congressuale ha inoltre eletto all’unanimità Yauhenyia Cherta come Presidente nazionale, succedendo a Claudia Corso Marcucci, mentre il Segretario riconfermato ha annunciato Francesco Mancini e Matteo Mugnaini come nuovi Vicesegretari nazionali, anticipando alcune delle scelte relative alla formazione della nuova Segreteria nazionale, la cui composizione completa sarà definita successivamente.
Il passaggio organizzativo è stato accompagnato da una riflessione sul ruolo della Federazione nel panorama politico italiano, confermando la centralità attribuita all’autonomia politica, al radicamento territoriale e alla costruzione di una proposta socialista riconoscibile.
L’XI Congresso nazionale ha così riproposto una questione che attraversa l’intera storia del movimento socialista, relativa alla capacità di mantenere riconoscibile una tradizione politica senza trasformarla in un’identità esclusivamente commemorativa.
Il socialismo liberale si confronta oggi con trasformazioni profonde, dal lavoro digitale alla crisi dell’accesso all’abitazione, dalle nuove disuguaglianze alla ridefinizione degli equilibri internazionali, che richiedono strumenti di analisi e proposte adeguati a una società profondamente diversa da quella nella quale si formarono le principali culture politiche del Novecento.
La sfida delle nuove generazioni socialiste non consiste soltanto nel conservare una tradizione politica, ma nel dimostrare che i principi di libertà, uguaglianza e giustizia sociale possono ancora offrire strumenti concreti per interpretare e trasformare la società contemporanea.
Il significato del congresso di Roma dovrà pertanto essere valutato anche attraverso la continuità delle iniziative e la capacità di tradurre i contenuti della mozione in proposte effettivamente realizzabili, poiché il rinnovamento della rappresentanza democratica non dipende semplicemente dall’età dei suoi protagonisti, ma dalla qualità delle idee, dall’autonomia del confronto e dalla responsabilità delle scelte politiche.
Riferimenti e fonti
Fonti e riferimenti
Federazione dei Giovani Socialisti. (2026). Programma dell’XI Congresso nazionale, 24 ottobre 2026.
Federazione dei Giovani Socialisti. (2026). CONtroSINISTRA – Manifesto per la sinistra riformista del XXI secolo. Mozione congressuale.
Radio Radicale. (2026). XI Congresso nazionale della Federazione Giovani Socialisti, prima giornata, 30 ottobre 2026.
Radio Radicale. (2026). XI Congresso nazionale della Federazione Giovani Socialisti, seconda giornata, 31 ottobre 2026.
Rosselli, C. (1930). Socialisme libéral. Librairie Valois, Parigi.
Bobbio, N. (1994). Destra e sinistra. Ragioni e significati di una distinzione politica. Donzelli.
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