Intervista a Benedetta Giovanola sul rapporto tra intelligenza artificiale, libertà, responsabilità morale e futuro della democrazia

Abstract: L’intelligenza artificiale sta progressivamente trasformando non soltanto i processi economici e produttivi, ma anche le modalità attraverso cui gli individui costruiscono relazioni, assumono decisioni e interpretano la realtà. L’intervista con Benedetta Giovanola affronta il rapporto tra sviluppo tecnologico, libertà individuale, democrazia e responsabilità etica, evidenziando come il futuro dell’intelligenza artificiale non sia determinato dalla tecnologia in sé, bensì dalle scelte culturali, giuridiche e morali che accompagneranno la sua evoluzione. Ne emerge una riflessione sul ruolo della consapevolezza critica quale condizione indispensabile affinché l’innovazione rimanga al servizio della persona e non divenga uno strumento di manipolazione del pensiero.
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Benedetta Giovanola è professoressa ordinaria di Filosofia morale presso l’Università degli Studi di Macerata, dove dirige il Research Centre in Philosophy and AI (PhilAI), componente del Comitato Nazionale per la Bioetica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e svolge attività di ricerca a livello internazionale sui temi dell’etica dell’intelligenza artificiale, della filosofia morale, della responsabilità tecnologica e dell’etica delle nuove tecnologie. I suoi studi rappresentano uno dei principali riferimenti italiani nel dibattito europeo sull’IA antropocentrica, sulla governance dell’innovazione e sulla tutela dei diritti fondamentali nell’ecosistema digitale.
Massimiliano Mancini: «Riflessioni sull’intelligenza artificiale: questo questo tema che ci viene tanto descritto come una grande opportunità e che è già presente nell’economia quanto cambierà le relazioni umane o quanto le ha già cambiate?»
Benedetta Giovanola: «Sta già cambiando molto le relazioni umane, perché i sistemi di intelligenza artificiale ridefiniscono il modo in cui noi agiamo, in modo in cui ci relazioniamo e anche il modo in cui in cui pensiamo. Pensiamo, ad esempio, a come i social media hanno in qualche modo messo in discussione che cosa noi intendiamo per relazione. Ora si parla addirittura di forme di relazionalità tra sistemi di intelligenza artificiale ed esseri umani o intermediazioni artificiali di relazioni umane, questo ci fa capire quanto sia potente l’insieme di questi sistemi e quanto quindi sia importante far sì che possano essere progettati, sviluppati e utilizzati in maniera tale da potenziare le relazioni umane autentiche, supportarle piuttosto che depauperarle o sostituirle.»
Massimiliano Mancini: «In questo contesto saremo più liberi avremo società più democratiche oppure corriamo il rischio di una involuzione.»
Benedetta Giovanola: «Questo dipende da noi, perché non si tratta di un processo deterministico già predeterminato, nel senso che dalle scelte che noi faremo oggi dipende il nostro futuro, perché i sistemi di intelligenza artificiale a seconda di come sono progettati utilizzati possono operare in una direzione o nell’altra possono restringere la nostra libertà di pensiero e di azione, ad esempio restringendo l’albo delle alternative tra cui noi scegliamo, pensiamo a tutti i fenomeni di polarizzazione a cui assistiamo. Ma possono anche supportare dei processi decisionali più ampi, più consapevoli, se ci espongono ad esempio ad altre alternative e a opinioni differenti. E se fanno questo possono anche rivitalizzare le pratiche democratiche.»
Massimiliano Mancini: «Saremo sempre noi a governare l’intelligenza artificiale oppure, come nei film di fantascienza di qualche decennio fa che oggi ci sembrano assolutamente profetici, correremo il rischio di essere governati dall’intelligenza artificiale?»
Benedetta Giovanola: «I film sono sempre molto istruttivi, soprattutto su questo tema, perché spesso ci pongono davanti a degli scenari distopici a cui se non avessimo questa immaginazione così stimolata, non penseremmo. Questo ci fa capire quali sono i reali rischi e quindi ci deve spingere da già oggi a far sì che questi rischi non si realizzino in futuro. Quindi noi non saremo governati se faremo le scelte responsabili e opportune per non essere governati.»
Massimiliano Mancini: «E queste scelte saranno scelte normative o scelte culturali?»
Bernhard Scholz: «Il diritto è sempre qualcosa che norma a partire da ciò che è avvenuto. Quindi il diritto è importante per cercare di evitare che danni che già si sono realizzati possano realizzarsi anche in futuro. È importante orientare lo sviluppo in modo tale che possa essere benefico per le persone, ma non è tutto né è l’unica dimensione ed è fondamentale che noi manteniamo la nostra capacità critica di ragionamento morale e la saggezza pratica di individuare quali sono le implicazioni in gioco ogni volta che noi scegliamo che cosa fare di questi sistemi e con questi sistemi.»
Massimiliano Mancini: «Ma l’intelligenza artificiale non ha già cambiato anche il nostro modo di pensare.»
Benedetta Giovanola: «L’ho già cambiato, ma noi dobbiamo renderci conto di quelle che sono le nostre vulnerabilità e proprio per per questo cercare di prevenire degli eti negativi, perché se noi pensiamo che i sistemi di intelligenza artificiale siano solo degli strumenti, noi possiamo controllare, pensiamo di essere soggetti pienamente razionali allora lì sì che può modificare per il nostro pensiero razionale, ma se noi capiamo anche quali sono le nostre vulnerabilità da questa consapevolezza possono anche nascere tutta una serie di azioni che prevengono il rischio di influenza in debito addirittura di manipolazione del pensiero.»

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