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A GIOGIÒ UN FILMATO A RICORDO INDELEBILE DEL SUO CUORE PER LA LEGALITÀ, Massimiliano Mancini

Dalla memoria alla responsabilità pubblica, le istituzioni, le università e la società civile unite a Caivano per trasformare il dolore in impegno educativo e riaffermazione dello Stato

Massimiliano Mancini

Abstract: L’iniziativa “A Giogiò, cuore e ricordo indelebile dell’umanità”, promossa dalla Prefettura di Napoli e dal Comune di Caivano, si configura come momento di memoria pubblica e di responsabilità istituzionale volto a trasformare il dolore individuale in impegno collettivo per la legalità e la coesione sociale. Attraverso il coinvolgimento congiunto di istituzioni, università, comunità ecclesiale e associazionismo, l’evento propone una riflessione sul ruolo della formazione, della cultura e dell’azione civica quali strumenti di contrasto alla violenza e alle dinamiche di marginalità territoriale. La testimonianza di Daniela Di Maggio e la proiezione del video “Tre Pallottole di Bellezza” assumono valore paradigmatico di una memoria che diviene progetto educativo e presidio etico nel processo di riaffermazione dello Stato e dei principi costituzionali nei contesti socialmente vulnerabili.

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Martedì 3 marzo, alle ore 18:00, presso il Polo Universitario di Caivano (Via Sannitica 12), si terrà l’iniziativa dal titolo “A Giogiò, cuore e ricordo indelebile dell’umanità”, promossa dalla Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Napoli e dal Comune di Caivano.

L’evento si configura quale momento di memoria collettiva e di riflessione civile dedicato alla figura di Giovanbattista Cutolo nel segno della legalità, della responsabilità istituzionale e dell’impegno educativo contro ogni forma di violenza. La commemorazione assume così una valenza non meramente simbolica, ma pubblica e programmatica, collocandosi nell’alveo delle iniziative volte alla riaffermazione della presenza dello Stato nei territori maggiormente esposti a fragilità sociali.

Chi era Giogiò

Giovanbattista Cutolo, detto “Giogiò”, era un giovane musicista napoletano, ucciso a Napoli il 31 agosto 2023 all’età di 24 anni.

Era diplomato al Conservatorio “San Pietro a Majella” e suonava il corno nell’Orchestra Scarlatti Young. Viene ricordato come un ragazzo brillante, colto e appassionato di musica, profondamente legato ai valori della cultura e dell’impegno civile.

La sua uccisione, avvenuta nel centro di Napoli al termine di una lite, ha suscitato forte indignazione pubblica e un ampio dibattito sul tema delle baby gang, della violenza giovanile e della necessità di rafforzare la presenza dello Stato nei territori più esposti a marginalità sociale.

Nel 2024 gli è stata conferita la Medaglia d’Oro al Merito Civile alla memoria.

Un programma tra istituzioni, università e società civile

La serata si aprirà con i saluti istituzionali del Sindaco di Caivano, Antonio Angelino, del Rettore dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Gianfranco Nicoletti, e del Presidente CUR e Rettore dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, Antonio Garofalo.

La presenza del mondo accademico evidenzia la centralità della formazione quale strumento di prevenzione culturale e sociale, sottolineando come l’educazione rappresenti uno dei presìdi fondamentali per la costruzione di comunità più consapevoli, coese e resilienti.

Seguirà la proiezione del video “Tre Pallottole di Bellezza”, espressione simbolica della trasformazione del dolore in testimonianza, cultura e impegno sociale, in un percorso che intende opporre alla violenza una narrazione fondata sulla dignità della persona e sulla promozione del bene comune.

Le testimonianze e la dimensione etica della memoria

Tra gli interventi previsti figura quello di Don Maurizio Patriciello, parroco della Chiesa San Paolo Apostolo, da anni impegnato nel contrasto al degrado sociale e alla criminalità, la cui azione pastorale si intreccia con una costante sollecitazione alla responsabilità civica.

Interverrà inoltre Daniela Di Maggio, madre di Giovanbattista Cutolo e presidente dell’“Associazione Giogiò Vive”, portando una testimonianza che intreccia memoria personale e impegno pubblico. La sua azione associativa rappresenta un presidio morale e culturale orientato alla promozione dei valori della legalità, dell’arte e della partecipazione civica.

Le conclusioni saranno affidate al Prefetto di Napoli, Michele di Bari, a conferma dell’attenzione dello Stato verso il territorio e verso i percorsi di ricostruzione sociale fondati su memoria condivisa e presidio istituzionale.

Memoria, legalità e responsabilità collettiva

L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di sensibilizzazione volto a riaffermare il valore della vita, della cultura e dell’impegno civico quali antidoti alla violenza e alla disgregazione sociale.

Il coinvolgimento congiunto di istituzioni statali, amministrazione comunale, università, comunità ecclesiale e associazionismo evidenzia una strategia multilivello fondata sulla cooperazione e sulla corresponsabilità, in una prospettiva che supera la mera dimensione commemorativa per assumere una funzione educativa e trasformativa.

“A Giogiò, cuore e ricordo indelebile dell’umanità” si configura, pertanto, non soltanto quale evento di commemorazione, ma quale occasione di riflessione pubblica sulla necessità di convertire il dolore in azione educativa, in impegno civico e in responsabilità sociale, affinché la memoria divenga fondamento di una rinnovata coscienza collettiva.

La dichiarazione di Daniela Di Maggio

La madre di Giogiò Daniela Di Maggio ci ha dichiarato: «Voglio donare questo video, che si intitola “Tre Pallottole di Bellezza”, che ho realizzato insieme a due ragazzi che hanno lavorato gratuitamente, senza chiedere alcun compenso, in un’epoca in cui tutto sembra avere un prezzo. Intendo promuovere, nella memoria di Giogiò, lo stigma contro ogni forma di violenza. Ho scelto di far partire questo progetto da Caivano perché proprio da questa città, il 31 agosto 2023, in occasione della visita del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a seguito dei gravi fatti di cronaca che hanno coinvolto delle minori, è iniziata la mia battaglia contro le baby gang. Ho collaborato alla realizzazione del cosiddetto “decreto Caivano”, da cui è ripartita la riaffermazione dello Stato e della legalità in questa terra di frontiera. L’esempio di mio figlio è un modello alternativo a quello dei cosiddetti “guappi” e dei giovani criminali che si illudono di essere onnipotenti, ma che diventano strumenti di interessi più biechi. Giogiò, medaglia d’oro al merito civile, musicista e ragazzo d’oro, vive in un’eternità di purezza, amato da chi lo ha conosciuto e da chi ne ha appreso la storia dopo la sua morte. In un tempo segnato da brutalità, caduta dei valori e disumanizzazione, vogliamo offrire un segnale di gentilezza e di bellezza attraverso la sua storia e questo progetto».

La dichiarazione restituisce la dimensione etica dell’iniziativa, ponendo al centro la trasformazione del lutto in progetto educativo e in proposta culturale orientata alla promozione della dignità umana e della legalità sostanziale.


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