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LA CULTURA CHE GENERA IDENTITÀ: IL PREMIO “SCALA DEI TURCHI – DINA RUSSIELLO” AL SENATO, Perla Monsé

La promozione della lettura, la valorizzazione del patrimonio culturale e il radicamento territoriale si confermano strumenti di coesione sociale e di trasmissione della memoria collettiva

Perla Monsé

Abstract: La quinta edizione del Premio Letterario “Scala dei Turchi – Dina Russiello”, ospitata presso il Senato della Repubblica, offre l’occasione per riflettere sul ruolo della cultura quale infrastruttura civile capace di rafforzare identità territoriali, memoria collettiva e partecipazione sociale. L’iniziativa, nata dal legame dello scrittore Pascal Schembri con la propria terra d’origine, supera la dimensione della semplice manifestazione letteraria per configurarsi come progetto permanente di valorizzazione del patrimonio culturale siciliano e di promozione della lettura quale strumento di crescita personale e comunitaria. Attraverso il dialogo tra istituzioni, mondo accademico, letteratura e società civile, il Premio riafferma la funzione pubblica della cultura come fattore di coesione, trasmissione intergenerazionale dei valori e sviluppo dei territori, confermando come la valorizzazione delle eccellenze locali possa contribuire alla costruzione di un’identità nazionale fondata sulla pluralità delle tradizioni culturali.

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Perla Monsè, studentessa di medicina e chirurgia, figlia d’arte di Maria Monsé è opinionista su testate di cronaca e fenomeni sociali e di costume.


La cultura come bene comune

Esistono manifestazioni culturali che non si limitano a celebrare la produzione letteraria o il valore dei singoli autori, ma riescono a trasformarsi in occasioni di riflessione sul rapporto tra memoria, identità e comunità. È in questa prospettiva che può essere letta la V edizione del Premio Letterario “Scala dei Turchi – Dina Russiello”, svoltasi il 23 giugno nella prestigiosa Sala degli Atti Parlamentari del Senato della Repubblica, luogo nel quale la cultura territoriale ha incontrato simbolicamente le istituzioni della Repubblica.

La scelta della sede parlamentare assume un significato che va oltre il prestigio dell’evento. Essa richiama infatti il ruolo della cultura quale componente essenziale della vita democratica e riconosce nella produzione letteraria uno degli strumenti attraverso cui una comunità costruisce la propria memoria, interpreta il presente e trasmette alle nuove generazioni il patrimonio dei propri valori.

Letteratura, territorio e appartenenza

Ideato e promosso dallo scrittore Pascal Schembri, il Premio nasce da un profondo legame con la Sicilia e, in particolare, con Realmonte e la Scala dei Turchi, luogo che da elemento paesaggistico diviene metafora di appartenenza culturale.

Lo stesso Schembri ha ricordato come il progetto abbia preso forma dopo la donazione dei propri volumi alla Fondazione “Leonardo Sciascia”, esperienza dalla quale maturò l’idea di lasciare alla propria comunità un’eredità culturale permanente attraverso la costituzione dell’Associazione Casa del Libro – Pascal Schembri e la nascita del Premio.

Non si tratta, dunque, soltanto di un riconoscimento destinato agli autori, ma di un’iniziativa che individua nella lettura uno strumento di emancipazione sociale e nella promozione culturale una responsabilità civile. La cultura viene così concepita non come patrimonio riservato a una ristretta élite, ma come bene comune capace di produrre inclusione, dialogo e sviluppo umano.

Il ruolo delle istituzioni nella valorizzazione culturale

La manifestazione ha potuto svolgersi grazie al patrocinio della Regione Siciliana, con il sostegno dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana guidato dall’On. Francesco Paolo Scarpinato, affiancato dal Vicario Gilberto Marchese Ragona, e con il contributo istituzionale del Senatore Raoul Russo.

La collaborazione tra istituzioni nazionali e regionali evidenzia come la valorizzazione del patrimonio culturale non rappresenti soltanto un obiettivo turistico o promozionale, ma costituisca un investimento sul capitale sociale dei territori. Le identità locali, infatti, lungi dal contrapporsi alla dimensione nazionale, contribuiscono a rafforzarla attraverso la pluralità delle esperienze culturali che compongono il patrimonio della Repubblica.

Un progetto che guarda ai giovani

L’edizione 2026 introduce una significativa innovazione organizzativa, articolando il Premio in due distinti appuntamenti. Accanto alla cerimonia romana, un secondo incontro si svolgerà il 23 luglio presso il Teatro Costabianca di Lido Rossello, in provincia di Agrigento, dedicato in particolare ai giovani autori, ai poeti emergenti e alle nuove forme di espressione letteraria.

Questa scelta appare particolarmente significativa sotto il profilo sociale. La promozione della lettura e della scrittura tra le nuove generazioni rappresenta infatti uno degli strumenti più efficaci per contrastare il progressivo impoverimento del dibattito culturale e rafforzare la capacità critica dei cittadini. In un’epoca caratterizzata dalla rapidità della comunicazione digitale e dalla frammentazione dell’informazione, la letteratura continua a offrire uno spazio privilegiato per l’approfondimento, la riflessione e la costruzione del pensiero.

Il riconoscimento del merito culturale

La cerimonia romana ha reso omaggio a numerose personalità del panorama culturale italiano, premiando autori che, attraverso percorsi differenti, hanno contribuito ad arricchire il patrimonio letterario nazionale.

Tra gli scrittori premiati figurano Carmelo Sardo, Gaetano Savatteri, Irman Cusenza, Maria Malucelli e Alfonso Campisi, mentre riconoscimenti speciali sono stati conferiti al professor Gianfranco Lizza, alla professoressa Katia Ranieri, protagonista di un’intensa lettura poetica, e alla professoressa Lucia Russiello.

Il Premio d’Onore è stato assegnato a Barbara Alberti, mentre i Premi Speciali alla Carriera hanno riconosciuto il contributo professionale della dottoressa Laura Mazza e della dottoressa Maria Vincenza Palmieri.

Particolarmente intensa è risultata la consegna del Premio Speciale alla Memoria dedicato a Felice Vaccaro, giovane Presidente del Consiglio comunale di Realmonte prematuramente scomparso, ritirato dal padre Salvatore Vaccaro. Un momento che ha restituito alla memoria il suo significato più autentico: non semplice ricordo del passato, ma patrimonio condiviso attraverso il quale una comunità continua a riconoscere sé stessa.

La manifestazione ha inoltre ricordato due figure che hanno segnato profondamente la cultura italiana, Pippo Baudo e Lando Buzzanca, destinatari dei Premi alla Memoria, sottolineando il legame tra la Sicilia e una tradizione artistica che ha saputo parlare all’intero Paese.

La Scala dei Turchi come simbolo culturale

Nel corso della manifestazione, Pascal Schembri ha ricordato il valore profondamente simbolico della Scala dei Turchi nella propria esperienza personale e nel progetto culturale del Premio.

«La Scala dei Turchi ha dato una svolta alla mia vita. Sono legatissimo a questo incantevole posto. Con questo premio spero di lasciare qualcosa nel mio paese che spinga i giovani a leggere, a interagire e a crescere.»

Accanto a questa testimonianza, lo scrittore ha richiamato anche la dedica del Premio alla moglie Dina Russiello, conosciuta proprio in quei luoghi. Un riferimento che conferisce alla manifestazione una dimensione profondamente umana, nella quale il patrimonio paesaggistico si intreccia con la memoria affettiva e con le esperienze di vita.

Cultura e comunità

Dopo la cerimonia istituzionale, la giornata si è conclusa in un clima di convivialità presso il ristorante “Come na Vorta”, dove premiati, organizzatori e ospiti hanno condiviso un momento informale di incontro.

Anche questo aspetto, apparentemente marginale, richiama una funzione spesso trascurata delle iniziative culturali: quella di generare relazioni sociali. La cultura non vive soltanto nelle opere, nei libri o nei riconoscimenti, ma anche nella capacità di creare comunità, favorire il dialogo e costruire reti di collaborazione tra persone accomunate dall’interesse per il sapere e dalla volontà di valorizzare il proprio territorio.

Cultura come investimento sul futuro

Con la quinta edizione del Premio Letterario “Scala dei Turchi – Dina Russiello”, il progetto promosso da Pascal Schembri consolida la propria autorevolezza nel panorama culturale italiano, dimostrando come un’iniziativa nata da una forte identità territoriale possa assumere un respiro nazionale senza rinunciare alle proprie radici.

In una società attraversata da processi di omologazione culturale, frammentazione sociale e progressivo indebolimento dei legami comunitari, investire nella letteratura significa investire nella formazione della coscienza civile. La promozione della lettura, il sostegno ai giovani autori e la valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico non rappresentano soltanto attività culturali, ma strumenti di costruzione del capitale sociale e di rafforzamento della cittadinanza democratica.

È probabilmente questo il significato più profondo del Premio: ricordare che l’identità di un territorio non nasce esclusivamente dalla sua storia o dalle sue bellezze naturali, ma dalla capacità di una comunità di raccontarsi, custodire la propria memoria e trasmettere alle nuove generazioni il valore della cultura come bene condiviso. In questa prospettiva, la letteratura continua a rappresentare uno dei luoghi privilegiati nei quali una società riflette su sé stessa, costruisce il proprio futuro e rinnova, attraverso la parola, il senso della propria appartenenza.


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