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Laura Crapanzano NOTIZIE Scienze Politiche

NESSUNA RIFORMA SENZA UN CONTRATTO AUTONOMO PER LA POLIZIA LOCALE [CON VIDEO], di Massimiliano Mancini

Non serve alcuna legge di riforma per la Polizia Locale, perché senza un vero contratto indipendente e distinto da quello degli enti locali resterà una polizia politica

Massimiliano Mancini

Abstract: l’UPLI-Unione Polizia Locale Italiana si è costituita nel 2018 per promuovere un modello di sicurezza che integri le polizie nazionali (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza) con le polizie locali ad ogni livello (municipali, provinciali/metropolitane e regionali). Un modello controcorrente che senza inutili sovrapposizioni, escludendo quindi qualsiasi inclusione della polizie locale nell’art. 16 della legge 121/81, vuole promuovere una reale sinergia e, soprattutto, una vera indipendenza delle forze di polizia locale dal controllo della politica. Per questo scopo ha promosso assieme a tutte le altre associazioni la Consulta Nazionale della Polizia Locale e nell’ambito dei punti del documento unitario di rivendicazioni rivolte al Governo e al Parlamento UPLI è sempre stata contro qualsiasi ipotesi peggiorativa di riforma normativa della legge sulla polizia locale, come sono tutte le proposte attuali, per chiedere invece un contratto autonomo e non una mera area contrattuale come quella oggi vigente nel contratto regioni e autonomie locali. Il segretario generale al Convegno di Cosenza del 2023 ha ribadito questa posizione espressa sin dal Convegno nazionale UPLI di Pozzuoli del 2018.

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[riprese video di Angelo Rossino]

IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERVENTO

«Innanzitutto si deve fare un po’ di chiarezza perché a volte si fa un po’ di confusione tra legge [di riforma] e contratto. La legge non può tutelare, innazitutto, la dignità dei lavoratori della Polizia Locale. Non si ha dignità se si è pagati in maniera diversa, se non si ha lo stesso trattamento assistenziale e previdenziale della ltre forze di polizia.

Chi pensa che questa equiparazione si possa avere con la legge è rimasto all’epoca del fascismo [quando esistenzano le norme corporative n.d.r. vds. preleggi art. 1], perché i contratti collettivi di lavoro esistono per previsione costituzionale e nessuna legge può imporre i livelli retributivi, il trattamento asistenziale, un anno di contribuzione figurativa ogni cinque e tutto ciò che riguarda il rapporto di lavoro [che è rimesso alla libera contrattazione delle parti].

Quindi la riforma della legge della legge quadro della polizia locale non è così urgente, ben venga ma dopo che si è sottoscritto un nuovo contratto autonomo, che non  si può realizzare attraverso la legge.

Ci sono anche altri equivoci, la riforma dei gradi fatte dalle regioni ad esempio, e che cosa ve ne fate? Ma non siete stanchi di avere questi orpelli inutili sulle spalline che non vi danno né autorità gerarchica e né variazioni retributive. Ma non siete stanchi? Per avere un riconoscimento gerarchico ed economico ai gradi serve il contratto.

Ma non siete stanchi dei vari politici che vi prendono in giro, come quelli che vi dicono che stanno riformando la legge prevedendo il contratto pubblico. Ma qualcuno la riforma Brunetta, la 165/2001 ancora prima l’ha letta, conosce la differenza tra contratto pubblico e contratto privato, oppure ne parliamo perché ce lo ha detto nostro cugino, perché lo abbiamo sentito dire, perché ce lo ha detto qualcuno?

Ma non siete stanchi della mancetta che vi hanno dato, di 1 euro, a volte di 2 e forse anche di 3 per la categoria disagiata e pensate davvero di cambiare grandi cose con la contrattazione decentrata integrativa? Questo contratto prevede tre livelli verticali e quindi i gradi sono solo 3, la gerarchia si articola solo su tre livelli, toglietevi queste mostrine che non rappresentano nulla Tutto questo non è giusto, ma non è possibile fare altro avendo solo di un’area negoziale [all’interno del contratto enti locali] e il diritto del lavoro anzi la disciplina del contratto è chiarissima. Se non ci sta bene dobbiamo, appunto, pretendere un contratto autonomo per la polizia locale.

Non facciamo già troppe cose pagati come gli uscieri dei comuni [e ci sono alcuni che vorrebbero ancora più attribuzioni, come l’ordine pubblico]? Anche la narrazione giornalistica -e lo dico da collega giornalista- rappresenta, per servire le esigenze [propagandistiche] della politica, toni trionfalistici [sulle presunte riforme] quando non ci sono contenuti! Se non si ottiene un contratto autonomo per la polizia locale stiamo parlando di aria fritta.

Che si faccia o non si faccia la riforma normativa promessa da tutti i Governi, fermo restando che la legge quadro 65/1986 è ottima, prima di tutto si deve dare un contratto autonomo alla Polizia Locale,. Perché altrimenti, grazie questo contratto vigente per gli enti locali, avremo sempre obbrobri e saremo sempre gli sciacquini della poilitica perché oggi la polizia locale è una polizia politica. Non ci piace?

Non ci sta bene che vengano messi come comandanti questurini e carabinieri con il 110 [istituto che consente l’incarico a tempo determinato]? Non ci sta bene che chi opponga un rifiuto ai politici [perché si chiedono cose non consentite dalle norme] venga messo alla porta? Per evitare tutto questo serve un contratto autonomo.

Non ci piace che chi sia accondoiscendente verso la politica prenda premi di produttività, posizione organizzative, endennità ex art. 17 e chi non lo è gli si tolga tutto? Non ci piace? Serve un contratto autonomo per evitarlo non una legge.»


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