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RELAZIONE EUROPEA SULLA DROGA (2024): DATI ALLARMANTI! Luigi De Simone

Nuove e potenti sostanze sintetiche inondano i nostri territori

Luigi De Simone

AbstractLo scorso 11 giugno, l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA) ha presentato la relazione annuale sulla droga, con dati riferiti all’anno 2022 ed in parte al 2023. Il quadro è allarmante, per il dilagante uso di sostanze stupefacenti da parte di una fascia sempre più ampia di popolazione, oltre che per l’irrompere sul mercato europeo di nuove droghe sintetiche.

 

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Le doverose premesse

Il quadro che emerge dalla relazione annuale sulla droga 2024 presentata lo scorso 11 giugno dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA), con sede a Lisbona1, riferito al 2022 e ad alcuni dati disponibili, relativi all’anno 2023, è sempre più preoccupante e desolante, con nuovi modelli e nuove potentissime droghe sintetiche che irrompono sul mercato. A tal proposito la Commissaria Europea per gli Affari interni Ylva Johansson ha dichiarato: “Il mercato europeo della droga evolve in modo rapido e volatile e alimenta la violenza e la corruzione. Il flusso di sostanze illecite raggiunge l’Europa in particolare attraverso i porti. Per questo motivo abbiamo istituito un’Alleanza europea dei porti, allo scopo di rafforzare la resilienza dei nostri centri logistici contro le minacce poste dalla criminalità organizzata. Per combattere una rete, occorre «fare rete». Nel frattempo continuano a emergere nuove droghe e nuovi pericoli. Ecco perché abbiamo dotato l’Agenzia sulle droghe di maggiori poteri e risorse. L’Agenzia svolge un lavoro molto importante, mettendoci in guardia dalla diffusione e dai pericoli delle droghe. La Relazione europea sulla droga è una risorsa fondamentale per i responsabili politici. Dobbiamo essere vigili; dobbiamo essere preparati.

Ci troviamo di nuovo ad affrontare il fenomeno del consumo di sostanze stupefacenti, divenuto un problema planetario, di cui ad inizio anno è stata fatta un’attenta analisi su questa testata, con tre articoli pubblicati rispettivamente il 2 gennaio, il 6 gennaio e il 13 gennaio scorsi.

Quello che emerge dai dati in Europa è un elevato uso di droghe, con una variegata gamma di nuove droghe sintetiche, di cui ventisei segnalate in Europa per la prima volta nel 2023, di cui non si conosce la composizione e, di conseguenza, l’effetto sulla salute.

Il primato della cannabis

Un discorso a parte va fatto per la cannabis, la droga illecita più comunemente consumata in Europa, cinque volte di più della cocaina, sostanza che segue nella ipotetica classifica. Il contenuto medio di THC della resina di cannabis è raddoppiato negli ultimi 10 anni e continua ad aumentare (22,8 % nel 2022), mentre quello della cannabis in foglie è rimasto generalmente stabile. Si stima che circa l’8% (22,8 milioni) degli adulti europei, tra i 15 e i 64 anni, abbia fatto uso di cannabis nell’ultimo anno, fino ad arrivare al 15% (15,1 milioni) tra i giovani con un’età compresa tra i 15 e i 35 anni. Sono 92.000 i consumatori che si sono sottoposti a trattamento specialistico per le tossicodipendenze per problemi correlati al consumo di cannabis nel 2022, pari a circa un terzo (36%) di tutti gli utenti presi in carico.

Non è ignoto il fatto che il consumo di cannabis può causare o aggravare una serie di problemi di salute, fisica e mentale, tra cui sintomi respiratori cronici, dipendenza e sintomi psicotici, come non è altrettanto ignoto che è difficile fare un’analisi complessiva, vista la varietà di prodotti che il mercato offre.

Il consumo della cocaina

La cocaina è la seconda sostanza illecita, dopo la cannabis, consumata nel Vecchio continente, non più ad appannaggio delle classi più abbienti e benestanti della società. Infatti la cocaina-crak è utilizzata sostanzialmente dalle categorie di persone più emarginate e problematiche.

La cocaina, il cui uso ha impatti devastanti sulla salute pubblica, è causa di circa il 20% dei decessi per overdose nel 2022, percentuale sicuramente sottostimata in quanto non vengono rilevati i danni correlati, come l’aumento di malattie cardiovascolari e altri problemi di salute. Risulta usata nell’ultimo anno da 4 milioni di europei, tra la popolazione con un’età compresa tra i 15 e i 64 anni, ovvero da circa l’1,4% della popolazione. Risulta sempre più accessibile e utilizzata, come risulta dall’esame delle acque reflue delle grandi città.

Ne sono la prova i sequestri record, soprattutto in Belgio, Spagna e Paesi Bassi, ma anche in Svezia e Norvegia, con carichi provenienti soprattutto dalla Colombia, dal Brasile e dall’Ecuador, superiori a quelli effettuati negli USA. Si stima che il 70% dei sequestri effettuati da parte delle Autorità Doganali avviene nei porti europei. In particolare sono state sequestrate 323 tonnellate nel 2022 rispetto alle 303 tonnellate nel 2021. Sono sei anni che i sequestri sono sempre maggiori di quelli 0dell’anno precedente. Si segnala il sequestro record di 9,5 tonnellate di droga proveniente dall’Ecuador e nascosta in un carico di banane.

Si segnalano numerosi laboratori di lavorazione in Europa, in particolare proprio in Belgio, Spagna e Paesi Bassi a dimostrazione del fatto che stanno cambiando i metodi di traffico della cocaina da parte dei gruppi criminali, che trasportano solo la materia prima come la pasta di coca e la cocaina pura, che poi sarà lavorata direttamente in Europa. Si segnalano anche altri laboratori casalinghi di altre sostanze, come il caso della Polonia, dove si registra una fiorente produzione di catinoni sintetici3.

L’eroina e gli altri oppiacei

Tra gli oppiacei usati in Europa quello più diffuso risulta essere l’eroina, ma si fa strada anche il mondo degli oppiacei sintetici, seppure con numeri meno consistenti del Nord America, ma con un utilizzo molto alto in alcuni paesi baltici, come in Estonia e Lettonia, ed anche in Francia e in Irlanda, dove è stata venduta come eroina, causando diversi decessi per overdose, anche in carcere nel 2024. Altre overdosi sono state segnalate in Australia, America del Nord (USA e Canada soprattutto relativamente al fentanyl) e Regno Unito. Dal 2009 sono stati segnalati 81 nuovi oppioidi sintetici, mentre nell’arco del solo 2023 sono stati segnalati sette nuovi oppiacei sintetici, di cui sei “nitazeni”2, oppioidi benzimidazolici acquistati nel dark web e nel mercato nero che hanno un’alta probabilità di provocare un avvelenamento mortale: dal 2019 ne sono stati individuati sedici.

Si stima che l’eroina nel 2022 abbia causato 1.800 morti in Europa, anche se ora sembra essere presente nella maggior parte dei decessi per overdose solo in una minoranza di paesi, mentre altri oppioidi e altre droghe svolgono un ruolo più importante, rendendo la situazione più eterogenea e complessa da decifrare e valutare le contromisure.

A seguito del divieto imposto nel 2022 dai talebani di coltivare il papavero da oppio, ora ridotta del 95%, accresce sempre più l’allarme di colmare la richiesta con la produzione di oppiacei sintetici, anche se il Myanmar, che nel 2023 ha prodotto il 36% in più dell’anno precedente, si candida ad essere una valida alternativa a lungo termine.

Le nuove sostanze sintetiche reperibili sul mercato

Sicuramente la nuova EUDA dovrà fare i conti con  le nuove droghe sintetiche che inondano il globo, e quindi l’Europa, cercando di aumentare la capacità di monitoraggio di sostanze più innovative, che attualmente non hanno sufficiente attenzione. Attenzione deve essere posta nei confronti della  “ketamina”4, il cui consumo sta aumentando tra i giovani. Della diffusione di questa droga sintetica ne sono testimoni i sequestri pari ad una tonnellata nel 2021 e a 2,8 tonnellate nel 2022. La maggior della droga sequestrata proviene dall’India, dal Pakistan e dalla Cina. Spesso viene associata alla cocaina e può essere sniffata o iniettata.

Altrettanta attenzione dovrà essere posta nei confronti della “cocaina rosa”5, droga sintetica di nuova apparizione in Europa ma già presente in America Latina, che può contenere proprio la ketamina. Questo è l’esempio lampante di come i consumatori non hanno conoscenza delle sostanze chimiche che effettivamente consumano.

Il dilagante fenomeno c.d. del “policonsumo”

Un altro dato preoccupante che emerge è l’utilizzo di due o più sostanze psicoattive contemporaneamente o in sequenza, anche in Europa, al netto del consumo congiunto di benzodiazepine con oppiacei o di cocaina con alcol, fenomeni anche questi presenti già da tempo.

Trattasi del fenomeno del c.d. “policonsumo” ovvero l’uso di due o più sostanze psicoattive, lecite o illecite, contemporaneamente o in sequenza. Spaventa il fatto che ciò possa avvenire anche inconsapevolmente da parte del consumatore in quanto possono essere vendute sostanze che contengono una o più droghe diverse da quelle che l’acquirente cercava. Preoccupanti sono le sostanze a base di cannabis adulterate con cannabinoidi sintetici, oppure MDMA6 ma contenenti talvolta catinoni sintetici come adulteranti, o ancora oppioidi sintetici estremamente potenti miscelati con altre sostanze.

A tal proposito il Direttore dell’EMCDDA Alexis Goosdeel ha affermato: “Nella Relazione europea sulla droga di quest’anno mettiamo in evidenza le crescenti sfide poste da un mercato della droga altamente complesso e in rapida evoluzione, in cui le sostanze illecite consolidate sono ampiamente accessibili e continuano a emergere nuove potenti sostanze sintetiche. Rileviamo come il diffuso policonsumo di sostanze sia associato a una serie di rischi per la salute, soprattutto quando le miscele di sostanze sono assunte inconsapevolmente. Riflettiamo inoltre sui potenziali problemi futuri nel settore delle droghe e sulla necessità di essere meglio preparati ad affrontarli”. Anche per tale motivo la nuova Agenzia dell’Unione europea sulle droghe (EUDA) avrà un mandato più forte per anticipare le future minacce e tendenze emergenti, emanando allerte in tempo reale rispetto ai nuovi rischi per la salute e la sicurezza.

Se è vero che gli oppioidi sono le sostanze più comunemente consumate, è altrettanto vero che spesso sono utilizzate congiuntamente ad altre sostanze come le benzodiazepine, l’alcol o la cocaina, generando mix micidiali per l’essere umano.

Considerazioni finali

L’impatto del consumo di sostanze illecite è sotto gli occhi di tutti. Come è sotto gli occhi di tutti l’abbassamento dell’età media dei consumatori e la nascita di devastanti droghe sintetiche di cui si disconoscono gli effetti sulla salute. Nonostante le brillanti operazioni di polizia, la droga inonda il mondo, in ogni dove,  e l’Europa è protagonista in negativo del fenomeno. Anche perchè si temono scontri tra bande criminali interne proprio come succede storicamente nei paesi produttori come l’America Latina, visti i guadagni inimmaginabili. Cronaca di questi giorni è il tentativo della magistratura italiana di sequestrare un’intera isola artificiale costruita a Dubai con i proventi della droga.

Cresce anche la preoccupazione per il reclutamento e lo sfruttamento di minori all’interno della filiera dello spaccio.

Alta deve essere l’attenzione da parte delle Istituzioni. Alta deve essere la collaborazione tra Europol e la Commissione europea, sperando negli sforzi della nuova EUDA per il contrasto e l’elaborazione di nuove strategie di intervento.

Importante è anche la prevenzione, che mira a fermare o ritardare l’uso di sostanze psicoattive. Da citare la creazione di registri dei programmi di prevenzione, di iniziative di formazione e dello sviluppo di standard qualitativi, attraverso il programma europeo di prevenzione (European Prevention Curriculum), ideato nel 2019, per migliorare gli approcci. Ma nonostante la buona volontà in alcuni paesi europei mancano seri investimenti nelle attività di prevenzione della tossicodipendenza.

Fa da contraltare la recente legislazione di alcuni paesi europei che hanno legalizzato la cannabis ad uso ricreativo e la sua coltivazione domestica. A fine 2021 è stata legalizzata a Malta, seguita nel 2023 dal Lussemburgo e dalla Germania pochi mesi fa (febbraio 2024), al netto della tolleranza della vendita di piccole quantità nei c.d. “coffee shop” nei Paesi Bassi, oramai da anni. Anche in Italia, come in altri paesi europei, il dibattito è aperto sul punto da molti anni.

 


NOTE

  1. L’attuale Osservatorio europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze (EMCDDA), fondato nel 1993, diventerà Agenzia dell’Unione Europea per le Droghe (EUDA) il prossimo 2 luglio 2024, giorno in cui il Regolamento (EU) n. 2023/1322 che modifica il mandato esistente del Centro europeo per il monitoraggio delle droghe e delle tossicodipendenze entrerà in vigore. La nuova agenzia sarà anche in grado di sviluppare capacità di valutazione delle minacce nei settori della salute e della sicurezza, aumentando così la preparazione dell’UE nell’identificare e reagire a queste nuove minacce, attivare Allerte tramite un nuovo sistema di Allerta europeo per le droghe, quando sostanze ad alto rischio compaiono sul mercato (implementando i sistemi di Allerta   nazionali e il Sistema di Allerta  precoce dell’UE sulle nuove sostanze psicoattive), monitorare e affrontare l’uso di polisostanze, che sta diventando sempre più comune e può avere effetti negativi sulla salute, istituire una rete di laboratori forensi e tossicologici per favorire lo scambio di informazioni su nuove tendenze e sviluppi e formare esperti nazionali forensi sulle droghe, sviluppare e promuovere interventi basati su prove e migliori pratiche, fornire ricerca e supporto, sia su questioni legate alla salute che sui mercati delle droghe e sull’approvvigionamento di droghe,  sostenere la valutazione indipendente e lo sviluppo di politiche basate su prove, giocare un ruolo internazionale più forte e sostenere l’UE nella politica sulle droghe a livello multilaterale  e rafforzare il ruolo dei punti focali nazionali per garantire che gli Stati membri siano in grado di fornire dati rilevanti sulle droghe all’agenzia.
  2. Sviluppati alla fine degli anni ’50 da un’azienda chimica svizzera come analgesici, ma mai commercializzata per i numerosi effetti collaterali; sono 50 volte più potente dell’eroina e 80-100 volte più potente della morfina.
  3. I catinoni sintetici sono sostanze strutturalmente analoghe al catinone, una molecola psicoattiva presente in natura  nella pianta del Khat. Inizialmente utilizzato come principio attivo di medicinali, dagli anni 2000 hanno avuto un mercato clandestino in Europa per uso ricreativo. Si presentano sul mercato in forma di polvere bianca o marrone, eccezionalmente in compresse e sono in grado di imitare gli effetti della cocaina, amfetamina o MDMA.
  4. farmaco anestetico che, assunto a dosaggi inferiori a quelli necessari per l’anestesia, agisce sul SNC (sistema nervoso centrale) come un potente psichedelico (molto più dell’LSD), producendo una sensazione di dissociazione tra mente e corpo. La sostanza si presenta sotto forma liquida o di polvere biancastra. Ad oggi usata come anestetico in veterinaria.
  5. detta anche 2C o tusì (dalla pronuncia inglese), considerata la nuova droga dei ricchi visto che una dose può arrivare fino a 400 euro. Trattasi di una sostanza psicoattiva che si presenta sul mercato sotto forma di compresse o, più raramente, di polvere rosa.
  6. Sostanza sintetica comunemente nota come  Ha un utilizzo limitato in psichiatria ma soprattutto un utilizzo illegale, normalmente sotto forma di pasticca colorata assunta per via orale, spesso prodotte proprio in Europa. Agisce come stimolatore del sistema nervoso centrale ed ha basse proprietà allucinogene.

 


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