Dalla frammentazione comunale a un sistema regionale riconoscibile e condiviso della polizia locale

Abstract: Il Regolamento Regionale Toscana n. 25/R del 12 maggio 2025 introduce una profonda riforma dell’identità visiva e organizzativa della Polizia Locale, finalizzata a superare la frammentazione storica dei singoli Comuni e a costruire un sistema omogeneo e riconoscibile a livello regionale. L’intervento riguarda denominazione, gradi, simboli, uniformi, livree e dotazioni operative, con particolare attenzione agli Allegati A e C, che ridefiniscono il sistema gerarchico e la grafica istituzionale. Il regolamento disciplina inoltre in modo dettagliato uniformi, autoveicoli, motoveicoli e natanti, stabilendo standard tecnici uniformi e prevedendo una fase transitoria di adeguamento. La riforma mira a rafforzare la chiarezza dei ruoli, la professionalità del personale e la riconoscibilità degli operatori, consolidando il ruolo della Polizia Locale come attore centrale della sicurezza urbana e della fiducia dei cittadini.
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Roberto Cerulli (1971), da oltre 25 anni nella Polizia Locale, attualmente comandante di Capalbio (GR), giurista specializzato nel settore amministrativo e delle risorse umane, autore di diversi testi, attivo nel volontariato in ambito civile e religioso, è vice presidente Regionale della Federazione delle Misericordie Toscane e membro del Consiglio dei Saggi della Confederazione Nazionale Misericordie d’Italia.
Con l’entrata in vigore del Regolamento Regionale n. 25/R del 12 maggio 2025, la Polizia Locale della Toscana si trova davanti a un passaggio storico destinato a ridisegnarne l’identità visiva e organizzativa. Non si tratta di un semplice aggiornamento formale, ma di una vera e propria operazione di armonizzazione che interessa simboli, logotipi, uniformi, distintivi di grado e persino la grafica dei veicoli. Nei giorni successivi alla pubblicazione del regolamento, gli uffici regionali hanno sollecitato i Comandi ad attivarsi con tempestività per l’adeguamento, prioritariamente, agli Allegati A e C, che rappresentano il cuore della nuova impostazione grafica e gerarchica.
Tra le novità più rilevanti, spicca il passaggio definitivo dalla dicitura “Polizia Municipale” a “Polizia Locale”, una trasformazione che non riguarda soltanto le scritte sulle uniformi o sui veicoli di servizio. Il cambio di denominazione riflette infatti un’evoluzione che ha accompagnato per decenni le trasformazioni della vigilanza urbana: dalle guardie comunali ai vigili urbani, fino alla polizia municipale, per arrivare oggi a una polizia locale intesa come servizio moderno, coordinato e pienamente riconoscibile a livello regionale. L’obiettivo è chiaro: costruire un’identità omogenea, capace di comunicare professionalità a cittadini e istituzioni.
Uno degli elementi più attesi – e destinati ad attirare l’attenzione nelle prossime pagine, dove saranno illustrate le immagini dei nuovi gradi e dei segni distintivi – riguarda la ridefinizione del sistema gerarchico. L’Allegato C introduce nuove spalline, tubolari e distintivi pettorali, caratterizzati da un linguaggio grafico più pulito e coerente, pensato per rendere immediato il riconoscimento del ruolo dell’operatore. Una scelta orientata a rafforzare la trasparenza interna e la leggibilità esterna, valorizzando la professionalità del personale attraverso una classificazione visiva più chiara e uniforme.
Per quanto riguarda gli agenti, sono previsti distintivi di grado correlati all’anzianità di servizio, articolati in scaglioni di avanzamento ogni cinque anni, come di seguito illustrato.

Progressione nei gradi superiori interni all’Area degli Istruttori (ex cat. C)
- da Agente ad Agente Scelto: 5 anni di anzianità da Istruttore;
- da Agente Scelto ad Assistente: 10 anni di anzianità da Istruttore;
- da Assistente ad Assistente Scelto: 15 anni di anzianità da Istruttore;
- da Assistente Scelto a Sovrintendente: 20 anni di anzianità da Istruttore;
- da Sovrintendente a Sovrintendente Scelto: 25 anni di anzianità da Istruttore;
- da Sovrintendente Scelto a Sovrintendente Superiore: 30 anni di anzianità da Istruttore.
Dal regolamento viene introdotta una apposita sezione riguardante gli Istruttori con Funzioni di Coordinamento che abbiano una mansione di coordinamento, il cui grado di primo accesso è Vice Coordinatore.
- Vice Coordinatore: Istruttore che ha superato apposito corso di formazione con esame finale, nel limite dei posti previsti dai singoli regolamenti degli enti, a cui sono attribuite Funzioni di Coordinamento;
- da Vice Coordinatore a Coordinatore: 5 anni di anzianità da Istruttore con Funzioni di Coordinamento;
- da Coordinatore a Coordinatore Scelto: 10 anni di anzianità da Istruttore con Funzioni di Coordinamento;
- da Coordinatore Scelto a Coordinatore Superiore: 15 anni di anzianità da Istruttore con Funzioni di Coordinamento.

Progressioni nell’Area dei Funzionari e delle Elevate Qualificazioni (ex cat. D)
- Sostituto Commissario: grado ad esaurimento assegnato indipendentemente dagli anni di esperienza a personale precedentemente inquadrato nel ruolo di Specialista di Vigilanza di cui all’art. 29 lettera b) e c) del CCNL 14/09/2000, senza ulteriori progressioni di grado;
- da Vice Commissario a Commissario: 5 anni di anzianità da Funzionario; viene assegnato anche ai Funzionari inquadrati nel grado di Ispettore all’entrata in vigore del nuovo regolamento;
- da Commissario a Commissario Capo: 10 anni di anzianità da Funzionario e nei limiti del contingente numerico stabilito dalla singola amministrazione; viene assegnato anche ai Funzionari inquadrati nel grado di Commissario all’entrata in vigore del nuovo regolamento;
- da Commissario Capo a Commissario Capo Coordinatore: 15 anni di anzianità da Funzionario, con incarico di Elevata Qualificazione, nelle amministrazioni con 50.000 abitanti; viene assegnato anche ai Funzionari inquadrati nel grado di Commissario all’entrata in vigore del nuovo regolamento.

Le uniformi
Il regolamento interviene anche sul fronte delle uniformi e delle dotazioni operative, introducendo criteri tecnici e stilistici finalizzati a mettere ordine in un panorama che, nel tempo, si è rivelato particolarmente eterogeneo. La volontà della Regione è quella di evitare la frammentazione che negli anni ha prodotto modelli differenti da Comune a Comune e di pervenire, invece, a un’immagine coordinata che consenta ai cittadini di identificare con immediatezza gli operatori su tutto il territorio toscano.
Si tratta di un percorso che richiederà una fase di transizione, con nuovi ordini e l’aggiornamento del materiale già in uso: ai Comuni vengono concessi 36 mesi per l’adeguamento, mentre sono previsti tempi più stringenti per gli Allegati A e C, già descritti, che saranno oggetto di un primo monitoraggio al 31 dicembre 2025.
Alla base della riforma vi è anche la volontà di ridurre la distanza, sia visiva sia funzionale, tra i diversi servizi di Polizia Locale. Uniformare simboli, gradi, diciture e livree significa favorire la nascita di una comunità professionale più riconoscibile e coesa, capace di collaborare con maggiore efficacia e di offrire ai cittadini un’immagine più solida e affidabile. Non è casuale che molti elementi del nuovo regolamento si pongano in continuità con la normativa regionale degli anni Novanta: si tratta, infatti, di un’evoluzione e non di una rottura, che aggiorna standard già esistenti alle esigenze attuali.
Accanto ai benefici, emergono naturalmente anche alcune criticità. L’adeguamento avrà un impatto economico, in particolare per i Comandi di dimensioni più ridotte; la convivenza temporanea tra vecchie e nuove uniformi potrebbe generare incertezze operative; né mancheranno le fisiologiche resistenze interne che ogni processo di cambiamento comporta. Tuttavia, il quadro normativo è chiaro: la Regione ha previsto che il mancato adeguamento comporterà l’impossibilità di accedere ai finanziamenti di cui alla L.R. 11/2020, rendendo l’adeguamento non solo necessario, ma anche strategico.
Ciò che emerge con forza dalla riforma è la volontà di rilanciare l’immagine della Polizia Locale come attore centrale della sicurezza urbana, dotato di un’identità visiva moderna, autorevole e coerente. Le nuove grafiche, i nuovi gradi e le nuove uniformi non rappresentano una mera operazione estetica, ma un investimento in termini di professionalità, riconoscibilità e senso di appartenenza.
La trasformazione è avviata e costituisce un’occasione significativa per costruire una Polizia Locale toscana più solida, moderna ed efficace.
L’Allegato B, invece, è dedicato alle uniformi e disciplina in modo dettagliato:
-
le tipologie di uniforme;
-
i capi costituenti il vestiario operativo;
-
i divieti e le prescrizioni tecniche.
Si tratta di una standardizzazione finalizzata a garantire omogeneità e professionalità in tutti i Corpi della Toscana.
A titolo esemplificativo, vengono riportati alcuni capi per fornire un’indicazione di massima.
Infine, lasciando il tema delle uniformi, il regolamento introduce, con l’Allegato D, la descrizione dei contrassegni e degli accessori per i mezzi di servizio.
Autoveicoli
Il colore di base è il bianco.
I caratteri della scritta “POLIZIA LOCALE”, di colore bianco, sono inseriti in una striscia rossa e fanno riferimento all’Allegato A per la definizione del font.
Sul cofano sono riportate due bande di colore rosso convergenti verso la parte anteriore; lato parabrezza è riportata la scritta “POLIZIA LOCALE” in colore rosso. Al centro, verso il frontale del veicolo, è collocato il simbolo della Regione Toscana, di dimensioni minime pari a 27 × 31 cm e comunque proporzionato alle dimensioni del cofano. Sul parabrezza è riportata la scritta “POLIZIA LOCALE” in colore bianco, leggibile in caratteri speculari, priva di simboli o altri elementi grafici.
Sul tetto è riportato il numero del veicolo in colore rosso, con dimensioni proporzionate alla superficie, ed è installato un dispositivo supplementare di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu. Sui parafanghi anteriori, destro e sinistro, in prossimità del montante, è riportato il numero del veicolo in caratteri rossi cerchiati di rosso.
Sulla fiancata è tracciata una banda di colore rosso che si restringe verso la parte anteriore e risale lungo il montante posteriore seguendone la sagoma. Nella parte iniziale e terminale, qualora la tipologia del veicolo lo consenta, è previsto l’inserimento di frecce rifrangenti bianche. Tale banda può subire adattamenti e/o tagli tecnici per assecondare la conformazione della carrozzeria.
All’interno della banda è collocata la scritta “POLIZIA LOCALE”; al di sotto, sulle portiere anteriori, in colore rosso, è riportata la dicitura “Comune di …”, ovvero altro ente di appartenenza, con le parole “comune di” in caratteri minuscoli corsivi e il nome proprio dell’ente in caratteri maiuscoli. Sulla portiera posteriore è riportato il numero di telefono dell’ente. La banda, nel tratto in cui è inserita la scritta, deve avere una larghezza minima di 15 cm. Nella parte iniziale e terminale della banda, qualora la tipologia del veicolo lo consenta, è previsto l’inserimento di frecce rifrangenti bianche; anteriormente alla scritta “POLIZIA LOCALE” è presente il Pegaso regionale stilizzato, di colore bianco, tagliato nella parte inferiore, come da immagine di riferimento.
Sempre sui fianchi, nel punto più basso possibile, è apposta una banda in materiale microprismatico rifrangente giallo fluo, di larghezza minima 5 cm e massima 10 cm, per tutta la lunghezza del veicolo. Anche tale banda può subire adattamenti e/o tagli tecnici per assecondare la conformazione della carrozzeria; si terrà conto della presenza di strisce longitudinali paracolpi in plastica o di altre caratteristiche particolari del veicolo. In tali casi, la banda sarà applicata al di sopra di esse, anche se in posizione più elevata rispetto al fondo del veicolo.
Per la Polizia Locale delle Province e della Città Metropolitana è prevista, oltre alla banda rossa, una striscia di colore verde. Su tale banda verde è riportata la dicitura “Provincia di …” in caratteri minuscoli corsivi, con il nome proprio dell’ente in caratteri maiuscoli, nonché, sulla portiera posteriore, il numero di telefono dell’ente.
Nella parte posteriore del veicolo è prevista una banda rossa orizzontale, coerente con quella presente sulla fiancata e idealmente a congiungere i due lati, modellata in funzione della tipologia del veicolo. Su di essa è indicato il numero del veicolo in colore bianco, cerchiato di bianco e, qualora lo spazio lo consenta, la scritta “POLIZIA LOCALE”.
È prevista l’applicazione di pellicola trasparente antisfondamento sui due vetri laterali anteriori, mentre per i vetri posteriori e per il lunotto è adottata pellicola oscurante.
Motoveicoli
Il colore di base è il bianco per la carenatura, il serbatoio, le borse laterali e il bauletto, ove previsto. I caratteri delle scritte “POLIZIA LOCALE”, di colore bianco, sono inseriti in una banda rossa e fanno riferimento all’Allegato A per la definizione del font. Le caratteristiche dei contrassegni dei motoveicoli, sommariamente descritte, sono quelle riportate nel disegno allegato.
In relazione alla conformazione del veicolo e alla superficie carenata, è collocata su entrambi i lati una banda longitudinale di colore rosso, con frecce rifrangenti bianche. Sulle medesime bande, nella parte anteriore, è inserito il simbolo della Regione Toscana, proporzionato alle dimensioni del veicolo. Le strisce rosse proseguono idealmente sui lati destro e sinistro del parafango anteriore, lasciando una superficie bianca centrale sulla quale è collocato, in colore rosso, il numero del veicolo.
Sulla parte anteriore del parabrezza, ove la superficie lo consenta e senza pregiudicare la visibilità, è inserita la scritta “POLIZIA LOCALE” in caratteri bianchi, leggibili in forma speculare e proporzionati alle dimensioni del parabrezza. Nella parte anteriore della carrozzeria, al di sotto del parabrezza, è posizionato, ove possibile, il simbolo della Regione Toscana.
Sulle borse laterali portadocumenti è collocata una banda longitudinale rifrangente di colore rosso, all’interno della quale è inserita, in caratteri bianchi, la scritta “POLIZIA LOCALE”, preferibilmente disposta su due righe. Ove possibile, sotto la scritta sono riportati, in colore rosso: a sinistra l’ente di appartenenza e a destra il numero telefonico dello stesso.
Sul bauletto portaoggetti, posizionato posteriormente rispetto alla sella, è riportata, sui lati e sul retro, una banda di colore rosso che si congiunge idealmente a quella tracciata sul serbatoio ovvero sulla carenatura. Nella parte posteriore della fascia è inserita, in caratteri bianchi, la scritta “POLIZIA LOCALE”.
La livrea è integrata, per quanto compatibile con la struttura della carrozzeria, da strisce longitudinali in materiale microprismatico rifrangente giallo fluo applicate sui fianchi, sulla parte anteriore, sulle borse laterali e sul parafango anteriore. La superficie complessiva giallo fluo non può essere superiore a quella rossa.
Velocipedi
Il colore del telaio è il bianco.
Compatibilmente con la conformazione del telaio e degli accessori, sono applicate guarniture in materiale microprismatico rifrangente di colore rosso e giallo fluorescente. Al centro delle stesse è applicata la locuzione “POLIZIA LOCALE” in materiale microprismatico rifrangente di colore bianco.
Imbarcazioni e natanti
Il colore di base dei natanti è il bianco.
Lungo la carena è apposta una fascia in materiale microprismatico rifrangente di colore rosso, riportante al suo interno la locuzione “POLIZIA LOCALE” in materiale microprismatico rifrangente di colore bianco. In base alla conformazione del natante, dovranno essere applicate guarniture in materiale microprismatico di colore giallo fluo.
In conclusione, può ribadirsi che la Regione punta a costruire un’identità omogenea della Polizia Locale su tutto il territorio, superando la frammentazione storica dei singoli Comuni. L’adozione di un sistema uniforme di gradi e simboli rafforza la chiarezza dei ruoli e la credibilità istituzionale: simboli chiari e coerenti consentono ai cittadini di identificare immediatamente gli operatori, incrementando la fiducia e la percezione di sicurezza.

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