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LA MEMORIA DELLA PRIMA GIORNALISTA INVESTIGATIVA, Massimiliano Mancini

Arianna Bonardi interpreta Nellie Bly in un teatro di memoria, denuncia e responsabilità sociale

Massimiliano Mancini

Abstract: Dieci giorni in manicomio porta in scena la figura di Nellie Bly, pioniera del giornalismo investigativo, attraverso l’interpretazione intensa di Arianna Bonardi e la regia di Giorgia Verri. Il linguaggio teatrale si trasforma in strumento di memoria, denuncia e responsabilità sociale. Il monologo ricostruisce l’esperienza di Bly nel manicomio femminile di Blackwell’s Island, mettendo in luce la violenza istituzionale, il silenzio imposto e l’uso della follia come meccanismo di controllo, soprattutto nei confronti delle donne. La regia essenziale di Verri valorizza la parola e il corpo dell’attrice, restituendo una narrazione lontana da ogni retorica eroica e profondamente radicata nel presente. Dieci giorni in manicomio si configura così come un atto teatrale necessario, capace di interrogare il pubblico sul confine tra normalità e esclusione, sul potere delle istituzioni e sul valore politico della testimonianza, riaffermando il teatro come spazio di coscienza collettiva e impegno civile.

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Un’attrice poliedrica e impegnata nel sociale

Arianna Bonardi è un’attrice, performer e creativa italiana nata e attiva a Roma. Con alle spalle una formazione multiculturale tra laboratori teatrali, corsi di recitazione in italiano e in inglese e workshop tecnici (inclusi la tecnica Chubbuck e Meisner), Bonardi ha sviluppato una carriera dinamica che spazia dal teatro al cinema, dalla web series alla televisione internazionale.

In ambito cinematografico e televisivo ha partecipato a produzioni come Matildà – Con l’accento sulla A, Il Mostro della Cripta e altre web series e film indipendenti, collezionando anche riconoscimenti come Best Actress e premi per la performance comica e monologhista ai festival digitali italiani.

Parallelamente alla sua carriera onstage e sullo schermo, Arianna è attiva anche sulla scena web e sui social, con un canale YouTube in cui condivide contenuti legati alla recitazione, ai suoi progetti e alle sue passioni artistiche, e profili social che riflettono la sua versatilità come interprete bilingue e creativa digitale. È fondatrice del progetto Back2Broadway, un canale youtube dove con la cugina e cantante romana Beatrice Binacci, realizzano videoclip musicali ispirati a Broadway e grandi successi teatrali, con performance live pensati per portare il linguaggio del teatro musicale nelle case di tutti gli appassionati di Musical e non solo.

Nel teatro ha collaborato con diverse compagnie, tra cui produzioni curate da Teatro dei Contrari e regie di Giorgia Verri, mettendo in luce la sua capacità di spaziare dal drammatico al comico, con un forte senso narrativo e presenza scenica. Collabora da anni con il Makkekomiko di Roma, sotto la direzione artistica di Alessandro Mago Mancini, suo mentore e autore.

La sua attività artistica si caratterizza per un forte impegno nel dare voce a storie significative attraverso linguaggi contemporanei e cross-mediali, esplorando temi come identità, diritto alla parola e relazione con il pubblico in un dialogo aperto oltre i confini del palcoscenico.

Uno spettacolo per non dimenticare una grande donna rivoluzionaria

Nellie Bly (1864–1922) è stata una giornalista, scrittrice e pioniera del giornalismo investigativo statunitense. Famosa per le sue inchieste sotto copertura, si finse paziente psichiatrica per denunciare gli abusi nei manicomi, contribuendo a riforme concrete del sistema. Fu anche una delle prime reporter donne a sfidare i ruoli di genere del suo tempo, diventando un simbolo di coraggio civile, verità e responsabilità sociale del giornalismo.

Nel manicomio femminile di Blackwell’s Island, a New York Nellie Bly per dieci giorni visse accanto alle pazienti, subì le stesse umiliazioni, osservò violenze e abusi sistematici. Da quell’esperienza nacque Ten Days in a Mad-House (1887), un reportage che scosse l’opinione pubblica e portò a una delle prime grandi riforme del sistema psichiatrico statunitense.

Dieci giorni in manicomio porta in scena questo racconto attraverso la forma del monologo teatrale, affidato all’interpretazione intensa di Arianna Bonardi, che dà voce e corpo a Nellie Bly, seguendone il percorso dall’ingresso volontario nell’istituto fino alla liberazione. Lo spettacolo attraversa le condizioni disumane delle pazienti, il silenzio imposto, la violenza istituzionale e la trasformazione della fragilità in colpa.

Non è un racconto di follia, ma una lucida indagine sul potere: sulla follia come etichetta, come strumento di controllo, come destino imposto a donne povere, straniere o considerate scomode. La parola di Nellie Bly diventa così atto politico e gesto di resistenza, capace di incrinare il muro dell’invisibilità.

La regia è affidata a Giorgia Verri, da sempre attenta alle tematiche sociali e civili. Attraverso il suo lavoro con l’associazione culturale Teatro dei Contrari, Verri porta avanti una ricerca teatrale che indaga i margini, i conflitti e le contraddizioni della società contemporanea. In Dieci giorni in manicomio la regia privilegia un linguaggio essenziale e rigoroso, capace di mettere al centro la parola e il corpo dell’attrice, lasciando emergere con forza la testimonianza e il suo valore umano.

Arianna Bonardi, attrice molto attiva tra web, cinema e teatro, affronta la figura di Nellie Bly con uno sguardo profondo e partecipe. La sua ricerca artistica è da sempre legata alla difesa dei diritti, con particolare attenzione ai diritti degli animali e alla lotta contro ogni forma di violenza. In scena costruisce un personaggio lontano da ogni retorica eroica, restituendo una donna lucida, determinata e vulnerabile, capace di trasformare l’ascolto in azione e la parola in denuncia.

Dieci giorni in manicomio è uno spettacolo di memoria e responsabilità, che parla al presente interrogando il pubblico sul confine fragile tra normalità e follia, sul potere delle istituzioni e sul valore della voce di chi viene escluso. Un teatro necessario, che invita a guardare ciò che troppo spesso si preferisce non vedere.

La regista di uno spettacolo tutto al femminile

Giorgia Verri è attrice, regista e operatrice teatrale nata a Roma il 5 settembre 1986. Il suo percorso nell’arte scenica nasce durante gli anni di liceo artistico, dove si appassiona profondamente al teatro e alla drammaturgia, orientando fin da subito la sua ricerca verso l’espressione corporea e la parola scenica. Nel corso degli anni Verri ha approfondito la sua formazione frequentando corsi di teatro professionale presso la scuola Teatro Azione di Roma e numerosi laboratori dedicati all’interpretazione, al movimento, al teatro dell’oppressо e alle tecniche di espressione drammatica. Nel 2010 ha conseguito anche un Diploma in Arte Terapia Espressiva presso l’Istituto Teatrale Europeo, arricchendo il suo sguardo artistico con strumenti di relazione tra teatro, corporeità e benessere psicofisico.

Dal 2013 è impegnata nella conduzione di laboratori teatrali e, dal 2018, è la direttrice artistica del Teatro dei Contrari di Monteverde Vecchio (Roma), spazio culturale nato dall’Associazione Culturale Armonia dei Contrari e dedicato alla produzione di spettacoli, progetti formativi e percorsi artistici aperti alla comunità.

Nel suo lavoro come regista e interprete ha curato e diretto diverse produzioni negli spazi teatrali romani, tra cui allestimenti al Teatro dell’Orologio, al Teatro Vascello, al Teatro Agorà e al Teatro Lo Spazio. Con il Teatro dei Contrari promuove un teatro partecipato e inclusivo, che si apre alla comunità e ai linguaggi contemporanei, sperimentando forme che integrano scena, parola e relazione.

In Dieci giorni in manicomio Verri firma la regia dello spettacolo interpretato da Arianna Bonardi, confermando il proprio impegno artistico nel raccontare storie che guardano alla memoria, alle identità e alla responsabilità collettiva attraverso un teatro aperto e sociale.


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