ETHICA SOCIETAS-Rivista di scienze umane e sociali
NOTIZIE Politica Sociologia e Scienze Sociali Valerio Sepiesti

LA NARRAZIONE DOMINANTE DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA SULLE DONNE, Valerio Sepiesti

Il dominio del maschile alla base della costruzione sociale del genere

Valerio Sepiesti

Abstract: Le dichiarazioni rilasciate dal Ministro Nordio, ovvero dal vertice di quel ramo dell’amministrazione statale che sarebbe chiamata a contrastare questo fenomeno, secondo la quale la violenza sarebbe un fatto genetico è assai preoccupante. Una narrazione errata di questo fenomeno infatti non fa altro che concorrere all’assoluzione preventiva di questi fatti che oramai sono classificati come crimini. Classificare l’impossibilità dell’uomo ad accettare la parità con la donna come un fatto genetico, consegna questo fenomeno ad un cieco determinismo, avulso dalla coscienza e dalla volontà di ogni uomo, come uno stigma che porta nel DNA. La realtà dei fatti chiaramente non è questa. Vediamo allora quali sono le origini del male, che non possono essere di altra natura se non culturali e quindi, modificabili.

Keywords: #CarloNordio #MinistroGiustizia #MinistroGraziaGiustizia #Violenzasulledonne #Constrastoviolenzasulledonne #violenzadigenere #filosofia #scienzeumane #sociologia #antropologia #Bordieau #valeriosepiesti #ethicasocietas #ethicasocietasrivista #rivistascientifica #scienzeumane #scienzesociali #ethicasocietasupli


english version


L’intervento del Ministro della Giustizia Carlo Nordio sul fenomeno della violenza sulle donne, tenuto alla High Level Conference against Femicide svoltasi presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera il 21 novembre scorso, ha avuto senza dubbio vasta eco mediatica.

Ne riportiamo di seguito, per chiarezza espositiva, il passaggio fondamentale:

“C’è una sedimentazione anche nella mentalità dell’uomo, del maschio, che è difficile da rimuovere, perché si è formata in millenni di sopraffazione, di superiorità; e quindi, anche se oggi l’uomo accetta e deve accettare questa assoluta parità formale e sostanziale nei confronti della donna, nel suo subconscio il suo codice genetico trova sempre una certa resistenza. Se noi andiamo a guardare la storia dell’umanità, vediamo che purtroppo, salvo qualche eccezione, è un continuo dominio maschile. È necessario intervenire con le leggi penali, con la repressione e con la prevenzione”.

Il riferimento principale sembra essere rivolto proprio ai “millenni di sopraffazione” dell’uomo sulla donna i quali, secondo il Ministro della Giustizia, sarebbero l’effetto di un fatto genetico – o “ontologico”, se vogliamo – uno status che oggi si contrasterebbe più con la repressione penale che attraverso un’autentica adesione all’idea di una reale parità di genere.

E perché questo? Perché la cultura dominante, ovvero quella maschilista, anziché riconoscere il privilegio della sopraffazione maschile, preferisce rifugiarsi dietro un’apparente giustificazione scientifica basata sulle differenze biologiche tra uomo e donna.

Se da un lato questa visione del mondo non sorprende, dall’altro fa riflettere il fatto che persino il Ministro della Giustizia non abbia ancora acquisito una visione alternativa del fenomeno della violenza sulle donne e non abbia, per dirla con le parole di Paola Di Nicola – magistrata impegnata da anni sul tema – tolto le “lenti di genere”.

Ma andiamo per ordine e cerchiamo di comprendere perché il problema della violenza sulle donne è un problema soprattutto, se non esclusivamente, culturale.

In un interessante saggio del 1998, dal titolo eloquente La domination masculine, il sociologo francese Pierre Bourdieu spiega come la divisione tra maschile e femminile abbia un carattere prettamente arbitrario.

Ripercorrendo studi antropologici – in particolare sulle strutture androcentriche dei cabili in Algeria – fonda la propria tesi sul presupposto che la differenza tra maschile e femminile sia il frutto di una divisione basata sul lavoro.

Tale differenziazione, fondata sulla diversità dei corpi biologici – l’uno ritenuto più adatto alla guerra e alla caccia, l’altro all’accudimento – ha generato vere e proprie strutture sociali all’interno delle quali si sono instaurati meccanismi di dominio del maschile sul femminile.

Questa forma di dominio, però, a differenza di altre, non viene esercitata tramite coercizione fisica, bensì attraverso la violenza simbolica: quell’insieme di usi, abitudini e pratiche che “normalizzano” un determinato assetto sociale, facendolo apparire come naturale.

La mancata percezione, da parte del soggetto dominato, di questa forma di violenza comporta una spontanea sottomissione e l’interiorizzazione dell’idea che tale stato di cose sia immutabile.

Per dirla con le parole di Bourdieu:

“La forza simbolica di cui stiamo parlando è quella esercitata dal dominio maschile e si spinge al di là della coscienza dei singoli soggetti, in quanto tende a radicalizzarsi in maniera inconscia nel corpo stesso e nelle sue differenze biologiche sessuali, in modo tale da farle apparire non più come casuali e arbitrarie ma, al contrario, come evidenti e naturali (…) Da tale meccanismo ne consegue che il corpo biologico sia sempre ‘corpo socializzato’, poiché, a livello inconscio, esso deve sottostare a una definizione sociale e culturale”.

Tali strumenti di dominio, continua il filosofo, sono stati ulteriormente consolidati da istituzioni quali la famiglia, lo Stato e la religione, che hanno contribuito a mantenere questo equilibrio inalterato nel tempo.

È proprio in questa differenziazione che, secondo Bourdieu, il dominato finisce per trovare la propria identità, e maschile e femminile identificano sé stessi, perpetuando inconsapevolmente il dominio maschile.

Tale dominio diventa tanto più pervasivo ed efficace quanto più viene giustificato e accettato come unica alternativa possibile, ovvero come un dato immutabile.

A tal proposito, Bourdieu osserva:

“La divisione tra i sessi sembra rientrare nell’ordine delle cose, come si dice talvolta per ciò che appare normale, naturale al punto da risultare inevitabile. Essa è presente, allo stato oggettivato, nelle cose (…) e, allo stato incorporato, nei corpi, negli habitus degli agenti, dove funziona come sistema di schemi di percezione, pensiero e azione”.

Ha ragione il Ministro Nordio quando parla di una “sedimentazione che si è formata in millenni di sopraffazione”, ma è altrettanto vero che questa sedimentazione è il frutto di una logica di dominio ben precisa. Non riconoscere tale fatto – anzi, continuare a ritenere la subordinazione femminile come un elemento immutabile – rende questa stessa subordinazione sempre più pervasiva attraverso il continuo esercizio della violenza simbolica.

Ed è su questo aspetto che occorre intervenire in primo luogo per arginare quello che, dal punto di vista giuridico, rappresenta una chiara violazione dei diritti umani, come sancito dalla Convenzione di Istanbul.

Sappiamo ormai bene che la distinzione dei corpi biologici fondata sulla divisione del lavoro è venuta meno e che, con essa, deve inevitabilmente cadere l’intera visione del femminile come sottomissione e subordinazione al maschile.


ULTIMI ARTICOLI DELLO STESSO AUTORE

IL TERMINE DI RIFERIMENTO PER L’ACCERTAMENTO DEI PROVENTI DELLE SANZIONI AL CDS

ULTIMI 5 ARTICOLI SULLA VIOLENZA DI GENERE

25 NOVEMBRE GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

25 NOVEMBRE: LA LOTTA CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE È ANCORA APERTA

25 NOVEMBRE COSA SI DEVE CAMBIARE SUBITO ANCHE PER LA POLIZIA LOCALE

LA FORME DELLA VIOLENZA SUL PARTNER E LA COLPEVOLIZZAZIONE DELLE VITTIME

LA DISCRIMINAZIONE DELLE DONNE E MADRI NELLA POLIZIA LOCALE

ULTIMI 5 ARTICOLI PUBBLICATI

UN SOLO PIANETA, UNA SOLA SALUTE: L’ITALIA ACCELERA SULLA VISIONE ONE HEALTH

DALLA CANCEL CULTURE OCCIDENTALE ALLA CANCEL CULTURE JIHADISTA

“LA PACE NON SI PUÒ BARATTARE”: CONVERSAZIONE CON IL MINISTRO ONU ALBERTO FLORES HERNÁNDEZ

AUTONOMIA DIFFERENZIATA: POLITICA, ISTITUZIONI E GESTIONE NEI NUOVI EQUILIBRI DELLO STATO-REGIONALE

NELLE PIEGHE DEL TEMPO: GUINEA-BISSAU E SUDAN NELLA NOTTE CHE NON PASSA


Ethica Societas è una testata giornalistica gratuita e no profit edita da una cooperativa sociale onlus
Copyright Ethica Societas, Human&Social Science Review © 2025 by Ethica Societas UPLI onlus.
ISSN 2785-602X. Licensed under CC BY-NC 4.0

Related posts

IL MANIFESTO DI PIETRARSA PER LA DIFESA DEI DATI DEI MINORI [CON VIDEO], Massimiliano Mancini

@Direttore

LA FONTANA DELL’ERCOLE A VENARIA, Claudio Maretto

@Direttore

12.000 EURO DI SANZIONE DAL GARANTE AL COMUNE DI SALENTO (SA), Massimiliano Mancini

@Direttore