ETHICA SOCIETAS-Rivista di scienze umane e sociali
Criminologia Deborah Breda NOTIZIE Sociologia e Scienze Sociali

25 NOVEMBRE: LA LOTTA CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE È ANCORA APERTA, Deborah Breda

Dalle sorelle Mirabal a Franca Viola, fino alle nuove forme di controllo psicologico: storia, cultura, norme e sfide aperte di un fenomeno che continua a cambiare senza scomparire

Deborah Breda

Abstract: La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne ricorda il sacrificio delle sorelle Mirabal e celebra le conquiste storiche come il coraggio di Franca Viola, prima donna italiana a dire no al matrimonio riparatore. Tuttavia, nonostante riforme e leggi innovative, la violenza e il controllo sulle donne persistono, come dimostra la recente vicenda di una ragazzina di Carpi che ha dovuto rinunciare a una gita per la gelosia del fidanzato. I dati Istat 2025 confermano la drammaticità del fenomeno in Italia, sottolineando l’urgenza di investire nell’educazione e nella sensibilizzazione per costruire una società libera dalla violenza e dal patriarcato. Solo integrando legge e cultura sarà possibile prevenire realmente la violenza e proteggere le nuove generazioni.

Keywords: #ViolenzaDiGenere #Femminicidio #ControlloCoercitivo #EducazioneAlRispetto #ParitàDiGenere #DirittiDelleDonne #SorelleMirabal #FrancaViola #StoriaDelleDonne #Patriarcato #ViolenzaSulleDonne #CulturaDelRispetto #CodiceRosso #Stalking #ViolenzaPsicologica #GiovaniEViolenza #EducazioneAlConsenso #ISTAT2025 #Prevenzione #TutelaVittime #OppressioneDiGenere #GiornataControLaViolenza #25Novembre #EmergenzaNazionale #Normativa #ViolenzaDigitale #DeborahBreda #EthicaSocietas #RivistaScientifica #ethicasocietasrivista #rivistascientifica #ethicasocietasupli


english version


La violenza di genere: un fenomeno antico quanto il mondo,

La radice culturale e storica della violenza contro le donne

La violenza di genere è un fenomeno tanto antico quanto la storia dell’umanità stessa, radicato in società che per millenni hanno giustificato la sottomissione delle donne tramite culture patriarcali, miti e leggi discriminatorie. Già nelle civiltà antiche come quella greca e romana, la violenza sul corpo femminile era un mezzo per mantenere il controllo sociale ed esercitare il dominio maschile, eredità culturale che ha attraversato i secoli fino ai giorni nostri.​

Il sacrificio delle sorelle Mirabal: un simbolo universale

L’origine della Giornata internazionale contro la violenza di genere

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, celebrata ogni 25 novembre, trae origine dal sacrificio delle sorelle Mirabal, tre attiviste della Repubblica Dominicana brutalmente assassinate nel 1960 dagli agenti del dittatore Trujillo. Queste donne sono diventate simbolo universale della lotta contro ogni forma di oppressione e violenza di genere, motivo per cui l’ONU ha istituito questa data come monito e momento di riflessione globale.

Franca Viola: il coraggio di dire no al matrimonio riparatore

Una svolta storica e legislativa in Italia

In Italia, un punto di svolta fondamentale è la storia di Franca Viola. Nel dicembre 1965, a 17 anni, Franca Viola fu rapita, malmenata e violentata dall’ex fidanzato Filippo Melodia e da alcuni complici. Secondo il diritto dell’epoca, il cosiddetto matrimonio riparatore avrebbe potuto estinguere il reato se la vittima avesse sposato l’aggressore, riconsegnando così “l’onore” alla famiglia. Franca Viola fu la prima donna italiana a rifiutare questa imposizione, denunciando i suoi aggressori. Il suo gesto segnò una svolta culturale e legale, contribuendo all’abolizione di quelle norme opprimenti nel 1981 e aprendo una nuova stagione di diritti e riconoscimento della dignità femminile.

La violenza oggi: un controllo mascherato da amore

Il caso della ragazza di Carpi e la violenza psicologica nelle relazioni giovani

Tuttavia, i progressi legislativi non bastano a cancellare la violenza, che persiste in forme sia manifeste che sottili. Un esempio recente è la vicenda di una ragazza di Carpi (Modena) che, per la gelosia e il desiderio di controllo del fidanzato, ha dovuto rinunciare a una gita scolastica perché lui voleva geolocalizzarla. La criminologa Roberta Bruzzone ha definito questo come un chiaro caso di violenza psicologica e controllo coercitivo, denunciando l’uso della tecnologia come strumento di dominio nelle relazioni giovanili. Questo episodio sollecita la necessità di un’educazione scolastica mirata per riconoscere e prevenire le relazioni tossiche.​

I numeri allarmanti di una emergenza nazionale

Le ultime statistiche ISTAT sulla violenza di genere in Italia

I dati Istat del 2025 evidenziano che 6,4 milioni di donne italiane hanno subito almeno una forma di violenza fisica o sessuale nella vita. Sebbene le leggi come il Codice Rosso abbiano introdotto tutele più efficaci, il fenomeno è ancora molto diffuso, con un impatto profondo su vittime, famiglie e società.​

Evoluzione normativa contro la violenza di genere in Italia

1975: Riforma del Diritto di Famiglia (Legge 151/1975)

Introdusse la parità giuridica tra coniugi, eliminando la potestà maritale che poneva la donna in subordinazione al marito. Fu la base per riconoscere la violenza domestica come reato contro la persona.​

1981: Abolizione del Matrimonio Riparatore e nel 1981-1983 del Delitto d’Onore

La loro abolizione eliminò attenuanti che giustificavano femminicidi e matrimoni forzati, affermando la piena tutela della dignità femminile.​

1996: Legge sulla Violenza Sessuale (Legge 66/1996)

Riclassificò la violenza sessuale da reato contro la morale pubblica a reato contro la persona, affermando la libertà sessuale come diritto inviolabile.​

2009: Introduzione del Reato di Stalking (Legge 38/2009)

Riconobbe la violenza psicologica ripetuta come reato, estendendo la protezione oltre la violenza fisica.​

 2013: Decreto sul Femminicidio (Legge 119/2013)

Introdusse pene più severe e misure di tutela, riconoscendo la violenza sulle donne come emergenza nazionale.​

 2025: Disegno di legge sul reato autonomo di Femminicidio

Il disegno di legge 1433, approvato in Senato, introduce il reato autonomo di femminicidio con pene severe come l’ergastolo per chi uccide una donna a causa del suo genere, rafforzando garanzie e aggravanti.​

Il Senato ha approvato in prima lettura il DDL 1433, che introduce l’articolo 577-bis nel codice penale. Il disegno prevede l’ergastolo per chi uccide una donna con atti di discriminazione, odio o controllo in quanto donna. Inoltre, rafforza le garanzie processuali per le vittime e amplia le aggravanti per i reati da codice rosso con modalità femminicidarie. La legge rappresenta una svolta nella lotta contro la violenza di genere e mira a colmare un vuoto legislativo su questo specifico reato.​

Conclusioni

Da queste righe si può leggere una verità scomoda: la violenza di genere non è stata eliminata, ma si è trasformata. Abbiamo smantellato le leggi più oscure (dal delitto d’onore al matrimonio riparatore) e costruito un sistema penale all’avanguardia, ma la radice tossica del possesso patriarcale è ancora viva. Oggi non si chiama più “onore”, ma controllo coercitivo: è la geolocalizzazione imposta, la gelosia che isola, il ricatto emotivo che si maschera da amore.

La battaglia si è spostata dalle aule del Parlamento alle aule delle scuole. La prossima frontiera cruciale è quindi l’educazione, che deve essere:

  • Educazione al consenso, inteso non solo in ambito sessuale, ma come rispetto radicale per le scelte, i tempi e l’autonomia altrui.
  • Educazione a riconoscere il controllo coercitivo, smascherando la violenza psicologica che non lascia lividi ma annienta l’identità.
  • Educazione a decostruire il falso mito dell’amore come possesso, insegnando che la gelosia non è una prova di passione, ma il sintomo di una mancanza di rispetto e il primo anello di una catena.

Abbiamo le leggi per punire. Ora ci serve la cultura per prevenire. Perché ogni ragazza che rinuncia a una gita perché il fidanzato vuole geolocalizzarla non è solo una vittima: è la prova che Franca Viola, oggi, avrebbe ancora bisogno di urlare “Io non sono proprietà di nessuno, nessuno può costringermi ad amare una persona che non rispetto, l’onore lo perde chi le fa certe cose, non chi le subisce.”. La lotta non è finita; si è solo spostata dalla sfera del diritto a quella dell’anima, e là, l’arma più potente non è il codice penale, ma l’educazione.

Sorelle Cristobal

ALTRI ARTICOLI DELLA STESSA AUTRICE

QUANDO IL PROCESSO DIVENTA LUOGO DI NUOVA VIOLENZA

LA TUTELA DEI MINORI NELLA VIOLENZA DOMESTICA

IL SILENZIO NON È AMORE, È UNA PRIGIONE CHIMICA E IL NOSTRO SILENZIO È COMPLICITÀ

IL LINGUAGGIO COME STRUMENTO DI VIOLENZA E DI RISCATTO

QUEI GIUBBOTTI A TERRA. OLTRE IL DOVERE, OLTRE LA MORTE

ULTIMI 5 ARTICOLI SULLA VIOLENZA DI GENERE

LA FORME DELLA VIOLENZA SUL PARTNER E LA COLPEVOLIZZAZIONE DELLE VITTIME

LA DISCRIMINAZIONE DELLE DONNE E MADRI NELLA POLIZIA LOCALE

IL RUOLO DELLA POLIZIA LOCALE NELLA PREVENZIONE E NEL CONTRASTO DELLA VIOLENZA DI GENERE

IL CORPO COME CAMPO DI BATTAGLIA: LA VIOLENZA SESSUALE SULLE DONNE NEI CONFLITTI ARMATI CONTEMPORANEI

L’OTTO MARZO ANCHE PER LE DONNE ARABE

ULTIMI 5 ARTICOLI PUBBLICATI

25 NOVEMBRE COSA SI DEVE CAMBIARE SUBITO ANCHE PER LA POLIZIA LOCALE

23/11/1980 45 ANNI FA L’IRPINIA CADDE E TUTTA LA NAZIONE SI SCOPRÌ FRAGILE

IL PREZZO DEL DEGRADO E DELL’INDIFFERENZA

LA FORZA IDENTITARIA DEI SIMBOLI RELIGIOSI NEL CONFLITTO RUSSO-UCRAINO

L’OBBLIGO DELLA FRIA PER LA POLIZIA LOCALE


Ethica Societas è una testata giornalistica gratuita e no profit edita da una cooperativa sociale onlus
Copyright Ethica Societas, Human&Social Science Review © 2025 by Ethica Societas UPLI onlus.
ISSN 2785-602X. Licensed under CC BY-NC 4.0

Related posts

IL CONTENZIOSO AMMINISTRATIVO NEL PARTENARIATO PUBBLICO PRIVATO, Chiara Salzano

Chiara Salzano

INTERVISTA A PASQUALE RICCIARDELLA, COMANDANTE DELLA POLIZIA PROVINCIALE DI POTENZA [CON VIDEO], Massimiliano Mancini

@Direttore

THE FRIA OBLIGATION FOR LOCAL POLICE – Sergio Bedessi

@Direttore