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CRIMINALITÀ MINORILE IN CRESCITA PER DIFFUSIONE E RILEVANZA, Laura Crapanzano

Dalla scuola alla strada, la Polizia Locale costruisce fiducia per intercettare il rischio prima della devianza -il caso di Massa

Laura Crapanzano

Abstract: La criminalità minorile in Italia è in aumento e si concentra nelle grandi aree metropolitane, con oltre 38mila minori denunciati o arrestati nel 2024. Povertà educativa, disagio sociale e abuso dei social media alimentano il fenomeno delle baby gang, mentre crescono anche i reati digitali a danno dei minori. Di fronte a questa emergenza, la sola repressione non basta: servono prevenzione, ascolto e prossimità. L’esperienza della Polizia Locale di Massa dimostra che l’educazione civica e il dialogo precoce con i giovani possono trasformarsi in strumenti efficaci di sicurezza e inclusione sociale.

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Un fenomeno in aumento

La criminalità minorile in Italia mostra segnali di crescita e una forte concentrazione nelle aree metropolitane.

Secondo l’ultima edizione dell’Indice della criminalità (basato sulle denunce ogni 100mila abitanti), nel 2024 i delitti denunciati hanno raggiunto quota 2,38 milioni, con un incremento dell’1,7% rispetto al 2023.

Quasi la metà dei crimini (47,9%) si concentra nelle 14 città metropolitane, e in particolare nelle tre aree di Milano, Firenze e Roma, che da sole raccolgono il 23,5% dei reati nazionali. Firenze, in particolare, ha superato Roma, collocandosi al secondo posto. Seguono Bologna, Rimini e Torino.

Reati commessi da minori: un quadro preoccupante

Nel 2024 le forze di polizia hanno segnalato 38.247 minori tra denunciati e arrestati, con un aumento del 16% rispetto al 2023 e di circa il 30% rispetto al periodo pre-Covid.

Un dato allarmante: un arrestato su quattro per rapina in strada è minorenne.

L’impatto delle cosiddette baby gang sui reati predatori – come furti con strappo, scippi e rapine – è ormai un fenomeno strutturale nelle aree urbane.

Le città più esposte
  • Milano si conferma la provincia con la più alta incidenza di reati, con 6.952 denunce ogni 100mila abitanti.

  • Firenze registra un incremento del 7,4% rispetto al 2023, raggiungendo livelli mai visti dal 2007.

  • Roma cresce del 5,9% su base annua e del 23% rispetto al 2019.

Le grandi città, meta quotidiana di pendolari e turisti, ampliano le “opportunità criminali” legate ai trasporti, alle aree commerciali e alla vita notturna.

Reati contro i minori e criminalità digitale

Per la prima volta, nel 2024 i reati a danno dei minori hanno superato la soglia delle 7.000 denunce (7.204, +4% rispetto al 2023; +35% rispetto a dieci anni fa).

Preoccupano in particolare l’aumento dei casi di pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico, segno di un disagio che si manifesta anche online e si riversa poi nello spazio pubblico.

Le cause: povertà educativa, disagio e emulazione

Gli esperti concordano su alcune cause ricorrenti: vuoti educativi, dispersione scolastica, povertà materiale e culturale, e uso distorto dei social network, che favoriscono emulazione e costruzione di status attraverso comportamenti devianti.

I profili più comuni, secondo i report ministeriali, sono gruppi maschili tra i 15 e i 17 anni, legati da dinamiche di branco e rituali di potere tipici delle baby gang.

Prevenzione e prossimità: la chiave della risposta

La sola repressione non basta. La Legge 70/2024 su bullismo e cyberbullismo e le Linee di orientamento del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) incoraggiano una stretta collaborazione tra scuole e Forze di Polizia, inclusa la Polizia Locale, per attività di educazione civica, prevenzione e gestione dei conflitti.

Le note operative 2025 richiamano la creazione di team antibullismo, piani integrati di prevenzione e un maggiore coinvolgimento delle polizie locali.

Da Nord a Sud si moltiplicano gli incontri nelle scuole tenuti dagli agenti di Polizia Locale su temi come bullismo, sicurezza urbana e uso consapevole dei social.

Un esempio significativo proviene da Sesto San Giovanni (MI), dove – dopo episodi di rapine e pestaggi – i vigili urbani conducono percorsi di sensibilizzazione mirati a intercettare precocemente i gruppi a rischio.

Indicazioni analoghe compaiono nei vademecum regionali sul “modello di polizia di comunità”.

Perché la Polizia Locale fa la differenza
  • Prossimità: conoscenza diretta di scuole, famiglie e luoghi di aggregazione, che consente interventi tempestivi.

  • Continuità: presenza quotidiana sul territorio – fermate, parchi, centri commerciali, aree della movida.

  • Educazione ed enforcement: attività che uniscono prevenzione, ascolto e sanzione, con invio ai servizi sociali quando necessario.

  • Rete territoriale: collaborazione costante con dirigenti scolastici, assistenti sociali, consultori, neuropsichiatri infantili, prefetture e questure, in base ai patti territoriali contro il disagio giovanile.

Il modello virtuoso di Massa

Un esempio positivo arriva da Massa (Toscana), dove già nel 2015, su iniziativa di alcuni operatori della Polizia Locale – tra cui gli autori di questo progetto – nacque un tavolo permanente di lavoro con scuole, servizi sociali, consultori e Prefettura.

L’obiettivo era duplice: educare i giovani al rispetto delle istituzioni e gestire in modo trasparente i casi di microcriminalità minorile.

Nel tempo, questa collaborazione si è trasformata in una vera rete di fiducia, che ha reso gli agenti punti di riferimento per molti studenti.

“Abbiamo scoperto che diversi ragazzi si confidavano con noi, raccontando problemi familiari e personali. Da semplici interventi siamo spesso passati ad attività di ascolto e prevenzione, evitando che il disagio evolvesse in devianza.”

L’iniziativa ha anche portato alla luce fenomeni sommersi, come il bullismo e l’autolesionismo, in particolare tra le ragazze isolate o sotto pressione sociale.

“Abbiamo capito che molti di quei giovani non erano devianti, ma vittime di solitudine, bullismo o fragilità emotiva. La nostra presenza è stata per loro il primo vero contatto di fiducia con un adulto.”

Un modello replicabile

L’esperienza di Massa rappresenta oggi un modello replicabile di polizia di prossimità, basato su ascolto, educazione e prevenzione, più che sul controllo repressivo.

Alla luce dell’aumento della criminalità minorile, sempre più comandi stanno valutando protocolli analoghi, nella convinzione che la prevenzione precoce sia la strada più efficace per interrompere la spirale della devianza e restituire ai giovani fiducia nelle istituzioni.


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