Memoria pubblica a cinquant’anni dall’assassinio di un intellettuale scomodo

Abstract: Le dinamiche e le incertezze che ancora avvolgono la morte di Pier Paolo Pasolini, avvenuta all’Idroscalo di Ostia nel 1975. La ricostruzione giudiziaria, attribuita al solo Pino Pelosi, presenta da sempre numerose incongruenze che alimentano l’ipotesi di un agguato compiuto da più persone e di possibili moventi politici. A cinquant’anni dall’assassinio, la figura di Pasolini resta un punto di riferimento intellettuale e civile, mentre la sua fine continua a interrogare la memoria collettiva e a sollevare interrogativi ancora irrisolti. La documentazione delle celebrazioni a 50 anni dalla scomparsa.
Keywords: #Pasolini #PierPaoloPasolini #Pasolini50anni #MemoriaCivile #GiustiziaNegata #DelittoPasolini #IdroscaloDiOstia #VeritàStorica #VeritàGiudiziaria #CulturaItaliana #IntellettualeScomodo #ImpegnoCivile #LibertàDiPensiero #RagazziDiVita #PetrolioPasolini #MisteroItaliano #StoriaContemporanea #EticaPubblica #RicercaDellaVerità #EthicaSocietas #EthicaSocietas #EthicaSocietasRivista #rivistascientifica #scienzeumane #scienzesociali #EthicaSocietasUpli

LA TRAGICA MORTE
La notte tra l’1 e il 2 novembre 1975, all’Idroscalo di Ostia, si consumò uno dei delitti più controversi della storia italiana: l’assassinio di Pier Paolo Pasolini. Il corpo del poeta, regista e intellettuale fu ritrovato nelle prime ore del mattino, martoriato, insanguinato, travolto dalla sua stessa automobile. Una scena brutale che lasciò sgomenta l’Italia e che, a distanza di cinquant’anni, continua a suscitare interrogativi irrisolti.
Secondo la versione giudiziaria, l’unico responsabile sarebbe stato il giovane Pino Pelosi, diciassettenne, conosciuto come “la Rana”, che confessò l’omicidio per poi ritrattare negli anni successivi. Il movente indicato era una lite degenerata in violenza. Pelosi fu condannato, ma già dai primi momenti la ricostruzione apparve lacunosa: troppe le ferite sul corpo di Pasolini per essere frutto dell’azione di un solo aggressore, troppe le incongruenze orarie, troppi i dettagli incompatibili con una lite improvvisata.
Pasolini era una delle voci più coraggiose, scomode e lucide del panorama culturale italiano. Criticava senza timore il potere politico, la borghesia, la degenerazione consumistica e il conformismo di massa. Era impegnato nella scrittura del romanzo Petrolio, in cui affrontava temi esplosivi legati ai rapporti tra politica, poteri economici e criminalità. Non pochi ritengono che la sua attività intellettuale potesse aver infastidito ambienti potenti.
Negli anni, molti elementi hanno alimentato l’ipotesi di un omicidio premeditato e di un agguato compiuto da più persone:
-
l’estrema violenza delle percosse, difficilmente compatibile con un solo assalitore;
-
i segni di un pestaggio prolungato e metodico;
-
le ritrattazioni di Pelosi, che sostenne di non essere stato lui a uccidere Pasolini, ma di aver assistito all’azione di un gruppo organizzato;
-
testimonianze discordanti e reperti scomparsi o non analizzati;
-
l’assenza di un’indagine approfondita sulle possibili motivazioni politiche.
Molti studiosi, amici e collaboratori di Pasolini hanno definito la sentenza un compromesso al ribasso, incapace di far luce sul reale contesto della morte. A più riprese sono state avanzate richieste di riaprire le indagini, sostenute anche da nuove analisi scientifiche sui reperti, ma senza esiti definitivi.

UN INTELLETTUALE SENZA TEMPO
Sono ormai trascorsi cinquant’anni da quel giorno maledetto: era il 2 novembre 1975 quando venne ritrovato il corpo di Pier Paolo Pasolini, brutalmente assassinato. Giaceva nel fango dell’Idroscalo di Ostia, picchiato e poi travolto con la sua stessa automobile. La cultura italiana perdeva così un poeta, un regista e uno scrittore di rara sensibilità, una delle coscienze più lucide e feroci del Novecento, come scriverà di lui Alberto Moravia.
Idolo di generazioni di anticonformisti non omologati, critico verso la società borghese e sempre dalla parte degli oppressi, Pasolini rappresenta ancora oggi una figura intellettuale di riferimento, non solo per la sua produzione artistica, ma anche per il suo pensiero profondo, libero da schemi e da omologazioni. Per tutto ciò che ha rappresentato, e continua a rappresentare per noi, nel 1987, in suo onore, decidemmo di dare il suo nome a uno dei nostri figli.
Nel luogo in cui fu ritrovato il corpo esanime di Pasolini sorge, dal 2007, una stele che raffigura il volo di una coppia di colombe, opera dello scultore Mario Rosati.

Domenica 2 novembre si è svolta la commemorazione per il cinquantenario della scomparsa dell’intellettuale, organizzata dal Centro Habitat Mediterraneo della Lipu di Ostia, dal Parco Letterario Pier Paolo Pasolini e dallo stesso scultore Mario Rosati.
Ai piedi della stele è stata deposta una corona d’alloro da parte di Roma Capitale, rappresentata dall’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio. Ad accogliere la delegazione comunale erano presenti Alessandro Polinoro, presidente della Lipu, e Franca Vannini della Comunità Foce del Tevere. Il momento commemorativo è stato accompagnato dalla lettura di testi e poesie.

Erano presenti anche due dei ragazzi di vita, quei giovani che Pasolini aveva immortalato nelle sue opere straordinarie: Silvio Parrello, detto Pecetto, e Paolo Pilato, detto Tarzanetto. Entrambi hanno ribadito ancora una volta che la verità su quella notte è tutt’altro che accertata e che non credono alla ricostruzione ufficiale. Una verità giudiziaria, dunque, che appare fragile e poco convincente riguardo all’uccisione di uno dei più grandi — forse il più grande — intellettuali italiani del Novecento.

ALTRI ARTICOLI SU PIER PAOLO PASOLINI
PIER PAOLO PASOLINI CHE SFIDÒ IL SUO TEMPO E CONTINUA A FARLO
ULTIMI 5 ARTICOLI PUBBLICATI
ZONE ROSSE E SUSSISTENZA DELLA PERICOLOSITA’, UNA CASSAZIONE DIRIMENTE
SUICIDI IN DIVISA: IL MALESSERE CHE NON SI VEDE E IL PESO CHE UCCIDE
VIOLENZA PSICOLOGICA NELLE RELAZIONI DIGITALI
UNA SVOLTA STORICA: LA LEGGE 181/2025 RICONOSCE LA SPECIFICITÀ DEL FEMMINICIDIO
Ethica Societas è una testata giornalistica gratuita e no profit edita da una cooperativa sociale onlus
Copyright Ethica Societas, Human&Social Science Review © 2025 by Ethica Societas UPLI onlus.
ISSN 2785-602X. Licensed under CC BY-NC 4.0


