Geopolitica, politica e democrazia, lo stato attuale e i rischi, il punto di vista di Antonello De Oto

Abstract: Massimiliano Mancini intervista il professor Antonello De Oto, giurista ed esperto in geopolitica dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, sull’attuale scenario geopolitico multipolare, segnato dal ritorno della forza come strumento diplomatico e dalla crisi delle istituzioni sovranazionali. I rischi e le evoluzioni possibili dei conflitti regionali in Ucraina, a Gaza, in Indocina, la tensioni globale crescente. La posizione e il ruolo dell’UE, pur percepita come debole, ma indiscutibilmente ancorata ai principi del diritto internazionale. Le relazioni USA-Cina e gli interessi comuni che evitano lo scontro diretto, ma lasciano aree grigie geopolitiche. Intelligenza artificiale, cambiamento climatico e scarsità di risorse ridefiniranno i futuri equilibri. Le guerre saranno ibride. La democrazia è in crisi, ma resta preferita rispetto ad autocrazie e populismi.

Keywords #geopolitica #multilateralismo #autocrazie #populismi #democrazia #guerraucraina #guerrapalestina #trump #putin #cina #ue #equilibriomondiale #politicaestera #ai #ia #intelligenzaaartificiale #antonellodeoto #professordeoto #almamaterstudiorum #ethicasocietas #ethicasocietasrivista #rivistascientifica #ethicasocietasupli
Antonello De Oto: Esperto di geopolitica, diritto e identità dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, professore ordinario di Diritto delle religioni e interculturale (Laurea in Scienze Politiche), Diritto dei beni culturali (Laurea in Dams) e Tutela e valorizzazione dei beni culturali di interesse religioso (Laurea in Arti Visive). Curriculum su Alma Mater Studiorum.
Massimiliano Mancini: «Come si potrebbe descrivere l’attuale assetto geopolitico?»
Antonello De Oto: «Di sicuro è un assetto multipolare che vede una minor capacità di aggregazione sovrastatuale e con un ritorno preoccupante del “culto della forza” in politica estera. Si va verso il modello vagheggiato qualche anno fa da Jacques Attali nel suo bel libro “Breve storia del futuro” dove si preconizzava un mondo policentrico controllato politicamente da un “super-Impero”, ma forse con un po’ di buon senso possiamo ancora evitarlo…»
MM: «Quali sono le principali forze che stanno ridisegnando gli equilibri mondiali oggi?»
ADO: «Trump e Putin hanno preso il centro della scena. Riportando in auge valori considerati sepolti: l’uso della forza, l’imposizione di dazi e balzelli utilizzato come metro di relazione diplomatica, guerra e aggressione di confini sovrani attuata o minacciata non più vissuta come un tabù.»
MM: «Quali sono i conflitti attualmente più preoccupanti a livello globale e perché?»
ADO: «Oggi il mondo sobolle attraversato da conflitti regionali dichiarati e asimmetrici che stanno prendendo una dimensione purtroppo sempre più internazionale. Quello che accade in Ucraina e nella striscia di Gaza tiene il mondo costantemente sul filo anche per le sue implicazioni etnico-religiose. Preoccupa il riaccendersi di conflitti nello scacchiere indocinese con il contrasto Thailandia – Cambogia che seppur contenuto al momento e non paragonabile al resto, va monitorato con attenzione.»
MM: «È possibile una coesistenza pacifica tra Washington e Pechino o è inevitabile uno scontro?»
ADO: «Credo che alla fine come sempre Washington e Pechino troveranno la quadra. Ci sono interessi internazionali diretti e indiretti che spingono ad accordarsi. Panama e Taiwan invece quando scoppierà tra USA e Cina la pace definitiva dovranno cominciare a preoccuparsi di più…»
MM: «Come si può valutare la risposta europea ai conflitti in Ucraina e a Gaza?»
ADO: «In questo momento storico i valori e i metodi della diplomazia classica di cui ci siamo nutriti per molti anni, di aristotelica fattura, sono in crisi. E la risposta dell’Europa appare debole e divisa. Ma a guardar bene non è così. La UE è rimasta fedele a se stessa, ha tenuto il punto sulla difesa del principio di sovranità nazionale e di autodeterminazione nella vicenda Ucraina e anche su Gaza il richiamo al rispetto del diritto internazionale umanitario è condiviso e fermo. Una buona cosa…
MM: «Qual è il ruolo dell’Intelligenza Artificiale e del riscaldamento globale nei nuovi equilibri geopolitici?»
ADO: «l’IA è uno strumento che porterà cambiamento in ogni settore e già lo fa in maniera evidente in campo militare e della ricerca. Il riscaldamento della crosta terrestre, il sovraffollamento del pianeta, la finitezza delle materie prime saranno gli attori diplomatici del domani a partire dal 2060. E la Cina e la Russia questo, con la conquista silenziosa dell’Africa, lo hanno capito da tempo.»
MM: «Le guerre del futuro saranno soprattutto economiche, cibernetiche o “ibride”?»
ADO: «Le guerre del futuro saranno le guerre di sempre. Un po’ economiche, un po’ guerreggiate, un po’ tecnologiche. E un po’ di tutto assieme. Siamo nel concetto di “mischia, confusione” in ossequio alla “werra”, radix germanica del termine guerra in contrapposizione col “bellum” romano indice di un conflitto all’epoca, più inquadrabile, più ordinato.»
MM: «La democrazia è in declino a livello globale e se sì per quali ragioni?»
ADO: « La democrazia soffre in questo momento storico dove velocità, aggressività, culto della forza la fanno da padrona. Sembra di essere tornati agli anni ‘30 un attimo prima del grande secondo conflitto. La democrazia è vissuta dall’uomo della strada come una rallentata farragine di processi in gran parte duplicativi e pletorici che non risolvono i suoi bisogni immediati. Ma dittature, autocrazie, populismi e timocrazie non sono la soluzione. Anche questo nel fondo del suo cuore il cittadino comune dello spaventato Occidente, lo sa bene. E la continua a scegliere, la sua rattoppata democrazia, nonostante tutto.»
MM: «Hanno ancora un ruolo le istituzioni internazionali dall’ONU al FMI, dall’OMS alla Corte Internazionale di Giustizia?»
ADO: «Il diritto internazionale è un diritto strutturalmente debole perché risente necessariamente dei rapporti di forza degli Stati. Ma se non ci fosse una Corte Internazionale di Giustizia, se non avessimo la casa comune di tutti che è l’ONU, se non ci fossero grandi contenitori sovranazionali a ricordarci le regole dello stare insieme, sarebbe una “giungla” molto peggiore.»

ULTIMI 5 ARTICOLI SULLA GEOPOLITICA
HIROSHIMA, 80 ANNI DOPO: LA PACE È ANCORA UN ESPERIMENTO FRAGILE
SUPERINTELLIGENZA: LA CORSA GEOPOLITICA E IL PARADOSSO NORMATIVO
SOCIETÀ, POLITICA E GEOPOLITICA AL TEMPO DEI SOCIAL NETWORK
PEACE IN THE MIDDLE EAST WITH THE NEW AMERICAN PRESIDENT
IL NUOVO PRESIDENTE USA E LA PACE IN MEDIO ORIENTE
ULTIMI 5 ARTICOLI SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
L’IMPATTO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA FINANZA AZIENDALE
L’ASCESA DEGLI AVATAR GENERATI TRAMITE INTELLIGENZA ARTIFICIALE: ANALISI DI UN FENOMENO DIGITALE
INTELLIGENZA ARTIFICIALE E BIAS: LIMITI E OPPORTUNITÀ
PAPA FRANCESCO SFERZA I GRANDI DELLA TERRA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE [CON VIDEO]
INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA PREVENZIONE DEI SUICIDI NELLE FORZE DI POLIZIA
ULTIMI 5 ARTICOLI PUBBLICATI
IL RISCHIO DI BIAS RELIGIOSO NELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
IL “REATO” COMMESSO DAL PARCHEGGIATORE ABUSIVO TRA GIURISPRUDENZA E PROGETTO DI RIFORMA
IL SIGNIFICANTE DELL’ARTE NELL’EPOCA DELLA RIPRODUCIBILITÀ
ART. 126 BIS COMMA 2 C.D.S. IN PENDENZA DI RICORSO: LA CASSAZIONE CAMBIA ORIENTAMENTO
IMPRONTE DIGITALI E PALMARI, ANALISI A TUTTO TONDO 4° parte
Ethica Societas è una testata giornalistica gratuita e no profit edita da una cooperativa sociale onlus
Copyright Ethica Societas, Human&Social Science Review © 2025 by Ethica Societas UPLI onlus.
ISSN 2785-602X. Licensed under CC BY-NC 4.0


