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ASSASSINIO DI MALCONTENTA ARRESTATO OPERATORE DI POLIZIA LOCALE, Massimiliano Mancini

Riccardo Salvagno della Polizia Locale di Venezia accusato dell’omicidio  volontaria del barman venicinquenne Sergiu Tarna ucciso a Capodanno

Massimiliano Mancini

Abstract: L’omicidio di Sergiu Tarna, barman venticinquenne trovato senza vita il 31 dicembre in un terreno agricolo a Malcontenta di Mira, ha dato origine a un’indagine giudiziaria complessa e articolata. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, si sono sviluppate attraverso l’analisi dei tabulati telefonici, delle immagini di videosorveglianza e dei dispositivi elettronici della vittima, conducendo all’arresto di Riccardo Salvagno, operatore della polizia locale di Venezia, ritenuto gravemente indiziato del delitto. Restano in fase di accertamento il movente, l’eventuale presenza di un complice e il possibile collegamento con contesti criminali legati allo spaccio di stupefacenti.

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Il fatto e il contesto

Sergiu Tarna

Un colpo di pistola alla testa ha ucciso Sergiu Tarna, barman di 25 anni di origine moldava, il cui corpo è stato rinvenuto il 31 dicembre in un terreno agricolo a Malcontenta di Mira, in provincia di Venezia. L’esame esterno e i primi accertamenti medico-legali hanno evidenziato che il decesso è stato causato da un colpo d’arma da fuoco alla testa.

Il giovane è stato trovato senza vita in una zona isolata e non riconducibile alle abituali frequentazioni della vittima e sin dai primi rilievi medico-legali si è rilevata una ferita d’arma da fuoco alla testa, che ha escluso qualsiasi causa accidentale o naturale e indirizzando l’inchiesta verso l’ipotesi di omicidio volontario, con dinamica da chiarire ma che fa ipotizzare la premeditazione.

Per il procuratore Ancilotto si è trattata di una vera a propia esecuzione e il killer ha avuto almeno un complice ripresa a sua volta nei filmati della videosorveglianza. Le indagini proseguono per risalire alla sua identità.

L’attività investigativa e l’arresto

Riccardo Salvagno

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica si sono concentrate sulla ricostruzione  degli ultimi spostamenti della vittima, sulle relazioni personali e professionali, sui contatti avuti nelle ore precedenti al decesso e sul possibile movente.

Sulla base dell’analisi dei tabulati, dei riscontri testimoniali e sulle immagini della videosorveglianza, gli investigatori hanno arrestato Riccardo Salvagno, operatore della polizia locale di Venezia, con l’ipotesi accusatoria di omicidio volontario. Il provvedimento restrittivo è stato adottato sulla base della ritenuta sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e di esigenze cautelari, secondo quanto previsto dagli articoli 273 e 274 del codice di procedura penale.

Uno degli elementi che hanno portato gli investigatori sulle sue tracce è stata l’assenza dal lavoro per alcuni giorni.

Il ruolo fondamentale delle immagini della videosorveglianza

Sono stati analizzati i filmati estrapolati dai vari sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti nelle aree d’interesse operativo delle indagini, complessivamente oltre 200 ore, ed è stata individuata un’auto, riconducibile alla persona arrestata, presente sulla scena del crimine in un lasso temporale compatibile con l’orario dell’omicidio, avvenuto nella notte del 31 dicembre.

Nel medesimo veicolo il 25enne moldavo, appena uscito da un bar ubicato a Venezia-Chirignago, era stato costretto a salire con la forza e sotto la minaccia di una pistola per essere condotto sul luogo del delitto.

I messaggi sul cellulare della vittima

Nel corso degli accertamenti sul telefono della vittima Sergiu Tarna, gli investigatori avrebbero rinvenuto messaggi dal contenuto minatorio, tra cui una frase del tipo: «Preparati, ti darò la caccia».

Questi messaggi sono ora oggetto di analisi forense per risalire con certezza all’origine, alla datazione e al contesto in cui sono stati inviati. Gli inquirenti stanno verificando se possano essere direttamente collegati al movente dell’omicidio o se rientrino in dinamiche pregresse non necessariamente riconducibili all’evento finale.

È plausibile che il movente dell’omicidio  sia riconducibile ad un contesto criminale legato al traffico illecito di stupefacenti nell’ambito del quale la vittima sarebbe rimasta coinvolta.

La droga e l’ambiente del night

Tra le ipotesi al vaglio vi è anche l’esistenza di un video ritenuto “compromettente”, che coinvolgerebbe una ballerina di un locale notturno.

Un ulteriore aspetto oggetto di verifica riguarda un possibile contesto legato allo spaccio o al consumo di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina. Anche in questo caso, gli inquirenti non hanno formulato accuse definitive: si tratta di ipotesi investigative, che mirano a comprendere se la vittima o l’indagato possano essere entrati in contatto con ambienti potenzialmente conflittuali o pericolosi.

Le analisi tossicologiche e gli accertamenti sui contatti telefonici e frequentazioni della vittima sono ancora in corso.

Il viaggio in spagna e l’arresto

Dopo l’omicidio l’indagato si è allontanato dal territorio nazionale partendo con un volo per la Spagna, facendo una prima tappa a Tenerife, dove pare avesse alcune conoscenze, per poi spostarsi a Madrid e infine è rientrato all’aeroporto di Venezia nella notte tra il 5 e il 6 gennaio dove è andato a prenderlo il padre, al momento non indagato e ritenuto totalmente estraneo alla vicenda, che lo ha lasciato nei campi di Malcontenta. I viaggi di Salvagno fuori dall’Italia non erano rari poiché la madre separata dal padre vive proprio in Spagna.

Gli investigatori che erano già sulle sue tracce e dopo che il suo cellulare si è agganciato alle celle italiane lo hanno cercato nelle campagne con le camere termiche e con i droni messi a disposizione dei vigili del fuoco. Nella notte del 6 gennaio è stato rintracciato nei pressi della propria abitazione, poco distante dal luogo del delitto, dove lo hanno arrestato.

Dopo le formalità di rito, Riccardo Salvagno è stata portato nella Casa Circondariale Santa Maria Maggiore di Venezia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

La misura cautelare della custodia in carcere è stata disposta ritenendo sussistenti le esigenze cautelari, soprattutto il rischio di reiterazione di condotte violente, tenuto altresì conto della particolare pericolosità dell’omicida.

Chi è il presunto killer in divisa

Riccardo Salvagno è nato a Chioggia il 13/12/1985, diplomato all’istituto tecnico commerciale ed era incensurato sino ad oggi.

Dopo aver lavorato come guardia giurata, era entrato nella Polizia Locale di Padova come vincitore di concorso nel 2019, durante la pandemia Covid aveva scelto di non vaccinarsi e quindi era stato sospeso.

Il 1 settembre 2022 si era trasferito per mobilità nella Polizia Locale di Venezia dove ha lavorato per un periodo nel settore casa, occupandosi anche delle occupazioni e dopo aver manifestato alcuni problemi di relazione con la struttura in cui operava è stato spostato alla centrale operativa dove però è statop accusato di utilizzare le telecamere della control room per scopi personali, fissando l’attenzione su luoghi particolari, pertanto i vertici avevano deciso di trasferirlo ulteriormente.

La scorsa estate era andato in crisi, diceva di non reggere più i ritmi di lavoro, manifestando l’intenzione di dimettersi, anche se poi non l’aveva fatto. Era anche rimasto assente per qualche tempo e gli era stata ritirata temporaneamente l’arma d’ordinanza.

Marco Agostini

Nel 2024 si era candidato al consiglio comunale di Spinea (Venezia) in una lista vicina alla Democrazia Cristiana.

Il comandante generale della Polizia Locale di Venezia Marco Agostini, nell’esprimere vicinanza alla famiglia della vittima, ha preannunciato la costituzione di parte civile del comune lagunare e ha dichiarato: “Pur non emergendo alcuna responsabilità da parte nostra, ci stiamo interrogando sull’opportunità di ulteriori controlli sul personale armato e in sede di selezione; per altro il soggetto è arrivato da noi in mobilità da Padova e prima da Vicenza e se aveva una fama era quello di essere uno scansafatiche non un violento. Ma purtroppo non si riescono sempre a cogliere gli eventuali segnali dalle persone.


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